NELLA FOTO: Checkpoint Charlie, Berlino. Notte della caduta del muro.

© Bundesarchiv, Bild 183-1989-1110-018 / Oberst, Klaus / CC-BY-SA 3.0.

Era il 9 novembre 1989 quando quel muro, simbolo visibile di una divisione tra l’est e l’ovest del mondo, venne smantellato donando nuova libertà. Quello stesso giorno un cambiamento globale e una nuova stagione per la Chiesa ebbero inizio. Oggi, a 30 anni da quel fatidico momento, la Chiesa in Asia centrale può testimoniare non solo di una meravigliosa rinascita ma anche di una crescita esponenziale: da meno di 1.000 cristiani nel 1989 a circa 320.000 oggi, di cui la maggioranza ex musulmani.
 
Si tratta di un’entusiasmante processo che ha avuto inizio nei primi anni ’90, subito dopo il crollo del muro, anche se, a partire dal 1998, i cristiani di quelle zone hanno dovuto affrontare molte sfide, come numerose restrizioni da parte dei governi e un significativo esodo di missionari e di ministeri cristiani. Nonostante questo, grazie al prezioso sostegno di chi ci segue, Porte Aperte/Open Doors ha potuto continuare fino a oggi il suo importante lavoro in quelle terre, fornendo aiuti immediati ai cristiani esclusi dalle proprie famiglie e dalle comunità, privati dei mezzi di sussistenza e del lavoro o arrestati a motivo della fede in Gesù.

Nell’avvicinarci a sabato 9 novembre 2019, anniversario dei 30 anni dalla caduta del muro, vi chiediamo di pregare per i cristiani perseguitati in quegli stati un tempo parte dell’Unione Sovietica – accedi QUI alla World Watch List di Porte Aperte.

“Vorrei ringraziarvi per le preghiere! Sono così incoraggiato e grato al Signore nel sapere che i cristiani di altri paesi stanno pregando per noi! Vi chiedo di continuare a farlo, affinché la pace di Dio possa regnare nei nostri cuori anche nelle circostanze più avverse. Pregate affinché possiamo continuare a seguire Isa Massih (Gesù) con passione, resistendo alle pressioni a cui siamo sottoposti e vincendo con la forza di Dio ogni difficoltà. I cristiani ex musulmani uzbeki necessitano delle vostre preghiere!” – Pastore Oleg*, guida una chiesa in Uzbekistan composta principalmente da credenti di origine musulmana.

*pseudonimo