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6 messaggi per questo periodo delle festività dai bambini cristiani nella persecuzione 

NELLA FOTO: alcuni dei bambini di cui parla la notizia

6 messaggi per questo periodo delle festività dai bambini cristiani nella persecuzione 

Le parole dei bambini cristiani nella persecuzione aiutano ad avvicinarci alla realtà di chi vive il periodo delle festività in territori difficili per il Vangelo. Parole come “guerra” e “conflitto” sono comuni nelle loro preghiere e nei loro canti – parole che nessun bambino dovrebbe mai trovarsi a pronunciare.  

Nonostante questo, i bambini cristiani nella persecuzione ci mostrano una fede resiliente, mentre cantano o parlano di speranza per un futuro e un mondo migliore.  

Mironda, 13 anni dall’Iraq 

Per Mironda in Iraq, ciò che canta col coro della sua chiesa, racconta sia gli orrori vissuti e sentiti da sempre sia la potenza e la gloria di Gesù. Il suo desiderio per il nuovo anno è che la gente del suo Paese possa “essere buona, al sicuro e amata, senza conflitti”.  

Mironda fa parte di una delle chiese sostenute da Porte Aperte. Per lei, la chiesa è diventata un vero e proprio rifugio.  

Dolore e gioia nella Repubblica Centrafricana 

Prince (14 anni), Amandine (11 anni), De Grace (11 anni), Luisa (12 anni), Jordy (10 anni) e Loise, (6 anni), sono tutti orfani i cui genitori sono stati uccisi nel 2020 da un gruppo ribelle.  

Prince e Loise vivono con alcuni familiari che li hanno accolti dopo la morte dei genitori, mentre gli altri quattro sono stati adottati da membri della chiesa. I bambini hanno recentemente ricevuto dei palloni da calcio, bambole e altri giocattoli da Porte Aperte.  

Hanno vissuto un dolore inimmaginabile, eppure sono riusciti a mostrare grande gratitudine e gioia. 

Safari*, 13 anni dalla Repubblica Democratica del Congo 

Safari ricorda quando il gruppo estremista islamico Forze Democratiche Alleate è arrivato nel suo villaggio, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. L’attacco ha costretto diverse famiglie a fuggire, inclusa quella di Safari. Attualmente vivono come sfollati interni (IDP).  

Le sue parole ci ricordano che Safari è un bambino che, come tutti, desidera ricevere doni durante questo periodo. 

Gioia in Uganda 

I bambini ugandesi sono perseguitati per la decisione dei loro genitori di lasciare l’islam per seguire Gesù. Recentemente, alcune famiglie di due chiese locali si sono riunite per trascorrere del tempo insieme in occasione delle feste. 

Grazie al tuo sostegno, i partner locali di Porte Aperte possono servire la Chiesa ugandese e prendersi cura dei bambini e dei giovani cristiani all’interno delle loro comunità.  

Gioia senza freni in Asia 

In un Paese del sud-est asiatico, la celebrazione pubblica del Natale è vietata. Anche semplici espressioni come decorare l’esterno delle case non sono permesse. Diversi giovani desiderano profondamente riunirsi e cantare liberamente come molti cristiani fanno in diverse parti del mondo, ma sono costretti a riunirsi di nascosto all’interno delle mura domestiche. 

Incoraggiamento in Malesia 

I partner locali di Porte Aperte hanno recentemente visitato giovani cristiani nella zona est della Malesia, giovani che affrontano crescenti pressioni da parte della comunità islamica e che vivono le sfide della persecuzione anticristiana. L’obiettivo era incoraggiarli e aiutarli a ricordare che, come credenti, sono chiamati a un cammino di vita trasformato da Cristo. Senza una fede profonda e radicata, rischiano di scoraggiarsi e potenzialmente di abbandonare la fede in Gesù.  

Insieme, hanno potuto lodare Dio e cantare in libertà.  

Come Porte Aperte, ringraziamo Dio per queste testimonianze e preghiamo possano essere di incoraggiamento per chi ci legge nel continuare a pregare per i perseguitati durante questo periodo di festività. 

*pseudonimo