Afghanistan: rimpatri e paura tra i credenti nascosti in Asia centrale
Afghanistan: rimpatri e paura tra i credenti nascosti in Asia centrale
250 afghani arrestati ed espulsi: queste le notizie provenienti dal Tagikistan, confermate da fonti di Porte Aperte. Secondo quanto riportato dall’agenzia nazionale di informazione Khovar, il Centro relazioni pubbliche del Comitato statale per la sicurezza nazionale del Tagikistan ha dichiarato che le espulsioni sarebbero legate a ripetute violazioni della legislazione locale, ad attività criminali e a un recente caso di omicidio di una donna tagika attribuito a un cittadino afghano.
Come evidenziato da The Times of Central Asia, la sera del 30 aprile il cittadino afghano Rahmoni Muhammadumar avrebbe ucciso la residente locale Aziza Vokhidova, che – secondo le autorità – avrebbe cercato di difendere la propria dignità.
In seguito all’omicidio, residenti del jamoat di Dehmoy, nel distretto di Jabbor Rasulov, hanno riferito ai giornalisti che i loro vicini afghani sono scomparsi improvvisamente. Testimoni hanno dichiarato che, tra il 4 e il 5 maggio, circa 200–250 rifugiati sarebbero stati allontanati con veicoli da persone non identificate, nonostante molti vivessero nella zona da anni.
Fino alla dichiarazione ufficiale del servizio di sicurezza, le autorità non avevano confermato formalmente i rimpatri di massa, limitandosi a richiamare gli stranieri al rispetto delle leggi migratorie.
Il Tagikistan è già stato oggetto di critiche per il rimpatrio forzato di rifugiati afghani. Nel dicembre 2024, l’UNHCR aveva chiesto alle autorità di sospendere le espulsioni dopo che almeno 41 cittadini afghani, tra cui 37 rifugiati, erano stati rimpatriati senza adeguate procedure legali. L’agenzia ha avvertito che tali ritorni forzati potrebbero violare il diritto internazionale ed esporre le persone a gravi rischi.
Secondo le autorità tagike, oltre 10.000 famiglie afghane continuano tuttavia a risiedere nel Paese nel rispetto delle leggi locali.
L’Afghanistan è attualmente alla posizione numero undici nella World Watch List. Dopo la presa di potere da parte dei talebani nel 2021, migliaia di persone sono fuggite dal Paese trovando rifugio in Asia centrale, nelle aree vicine al confine. Molti di questi rifugiati vivono in condizioni estremamente precarie, in abitazioni di fango di pochi metri quadrati, in territori montuosi, aridi e isolati. Recentemente, la questione dei rimpatri di cittadini afghani sta generando forte preoccupazione, in particolare tra i cristiani che vivono segretamente la propria fede.
Chiediamo di unirvi a noi nel pregare per la fine delle espulsioni e per la protezione dei cristiani afghani che vivono nell’incertezza e temono per il proprio futuro.

