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Cuba: giovani cristiani sotto processo per i contenuti pubblicati sui social

NELLA FOTO: lungomare di Santiago de Cuba

Cuba: giovani cristiani sotto processo per i contenuti pubblicati sui social

Pochi giorni fa, davanti a un tribunale dell’Avana, diversi cristiani si sono riuniti per pregare mentre la ventunenne Ana Sofía Benítez Silvente e sua madre, Caridad Silvente, affrontavano un processo per aver filmato un agente del Ministero dell’Interno che si era presentato presso la loro abitazione per consegnare una convocazione, pubblicando poi il video sui social media. 

Conosciuta online come Anna Bensi, Ana Sofía fa parte della Chiesa Cristiana Battista Renacer di Alamar, nella parte orientale dell’Avana, e attraverso i suoi canali social pubblica contenuti cristiani che includono anche riflessioni critiche nei confronti del governo cubano. 

Prima del processo, madre e figlia sono state sottoposte a misure restrittive, tra cui l’impossibilità di comunicare con l’esterno. Ana ha inoltre riferito di essere stata interrogata a lungo dagli agenti della Sicurezza di Stato.

Sebbene la sentenza non preveda il carcere, le due donne rimarranno sotto la supervisione delle autorità giudiziarie e dovranno rispettare una serie di restrizioni: il divieto di trasferimento e di viaggio all’interno o all’esterno di Cuba senza autorizzazione. La decisione può ancora essere impugnata in appello.

Il loro caso non è isolato. Nella provincia cubana di Holguín, altri due giovani cristiani, Ernesto Ricardo Medina e Kamil Zayas Pérez, rischiano rispettivamente otto e dieci anni di carcere per le loro attività online. 

I due giovani sono i fondatori di “El4tico” (la cameretta), un progetto realizzato all’interno della loro abitazione a Holguín. Attraverso contenuti online affrontano temi sociali e politici riguardanti Cuba, condividendo al tempo stesso la loro fede cristiana.

Nel febbraio 2026, le forze di sicurezza hanno fatto irruzione nella loro casa arrestandoli e confiscando l’attrezzatura utilizzata per la produzione dei contenuti. Successivamente, i due giovani sono stati accusati di propaganda contro l’ordine costituzionale e istigazione a commettere reati.

Dopo diversi mesi di detenzione preventiva, il pubblico ministero ha richiesto pesanti condanne. Il caso è stato trasmesso poi al tribunale provinciale e si attende ora la data del processo.

La madre di Medina ha espresso forte preoccupazione per l’esito della vicenda, considerando probabile una condanna. 

Entrambe le vicende evidenziano le crescenti pressioni subite dai cristiani cubani che utilizzano i social media per condividere la propria fede attraverso contenuti di attualità.

Secondo la World Watch List 2026, Cuba – posizione n.24 – continua a essere un Paese in cui le attività cristiane sono sottoposte a un alto livello di controllo e monitoraggio. Il caso di Ana Sofía e di sua madre ha suscitato una risposta pubblica decisa da parte di diverse denominazioni cristiane del Paese, attraverso dichiarazione dirette, espressioni di solidarietà e lettere in favore di quanti vivono situazioni di oppressione e difficoltà.

Chiediamo di pregare affinché i cristiani di Cuba possano esprimere liberamente la propria fede sia nella vita privata sia nello spazio pubblico e digitale.

Cuba
Leader
Presidente Miguel Díaz-Canel Bermúdez
Popolazione
11.153.000
Cristiani
6.874.000
Religione principale
Cristianesimo
Governo
Stato comunista

Livello di persecuzione

Violenza
9.3
Vita di chiesa
15.1
Vita civile
13.3
Vita sociale
13.9
Vita famiglia
8.7
Vita privata
13.2