Le autorità della città di Tizi-Ouzou (Kabylia) hanno imposto la chiusura di un asilo gestito dalla più grande chiesa in Algeria. I cristiani s’interrogano su questa decisione immotivata, che segue l’ondata di chiusure di chiese degli ultimi mesi.

Il 17 aprile scorso, una notifica da parte del governatore della regione, si è abbattuta come una scure su una chiesa protestante della città di Tizi-Ouzou (Kabylia): la porta che conduce all’asilo situato nei locali della chiesa è stata sigillata. Salah Chalah, pastore della congregazione locale del Pieno Evangelo, è stato convocato alla centrale della polizia. Le autorità lo hanno rimproverato per “aver gestito illegalmente” questo asilo per bambini, che deve rimanere chiuso “fino a quando la situazione amministrativa non sarà sistemata”. Venti bambini di età compresa fra 1 e 5 anni hanno frequentato finora questo centro, diretto da quattro puericultori cristiani.

La decisione arriva dopo che un’ispezione condotta il 25 marzo dalla Direzione dell’Azione Sociale, accompagnata dalla polizia, aveva imposto la chiusura temporanea per tre settimane. Per Salah Chalah, tutto questo è molto scoraggiante: “Dalla sua apertura 14 anni fa, questo asilo non era mai stato minacciato dalle autorità, sebbene i locali della chiesa siano stati ispezionati regolarmente. Questo centro non ha scopo di lucro: è stato creato solo per trasmettere valori cristiani ai figli dei cristiani perché, negli asili vicini, l’insegnamento del Corano fa parte del programma ufficiale”. In Algeria, i valori islamici sono inculcati fin dalla prima infanzia in tutte le scuole e la lingua araba sta progressivamente soppiantando il francese nell’insegnamento di tutte le materie.

Già nel 2016, un gruppo di accademici algerini ha denunciato la crescente influenza dei gruppi salafiti ed estremisti.

Nell’aprile 2017, le autorità di Tizi-Ouzou avevano rifiutato ad un cristiano l’autorizzazione per aprire un asilo nido che potesse ospitare 80 bambini, nonostante egli avesse un’esperienza alle spalle di cinque anni e tutte le condizioni richieste dalla legge fossero soddisfatte. Molti ritengono che le motivazioni religiose fossero alla base del rifiuto.

Negli ultimi mesi, le chiese algerine sono state sottoposte a continue pressioni. Da novembre 2017 ad oggi sono state chiuse tre chiese a Orano e una ad Akbou. Altre comunità, come quella del Pieno Evangelo, hanno ricevuto una notifica di chiusura. Le autorità accusano queste chiese di operare senza autorizzazione, sebbene siano affiliate alla Chiesa Protestante d’Algeria, il principale gruppo cristiano del paese. Inoltre negli ultimi anni, le stesse autorità, non hanno quasi mai concesso autorizzazioni alle chiese che le hanno richieste.