Condannato a 15 anni di prigione, il pastore Alimjan sta ancora scontando la sua pena. La vita in carcere è dura e la moglie Gulnur ha passato momenti molto difficili. Abbiamo di recente parlato con lei. “La gioia in una difficile situazione come questa è vera gioia. Deve essere per forza la gioia che solo il Signore da! Altrimenti, come potremmo sopportare le difficoltà?”, ci racconta Gulnur. “Ho regolarmente incontri con fratelli e sorelle. Posso condividere con loro quello che provo. Ho continuo bisogno di sostegno e preghiere. Senza non saremmo riusciti a resistere!”, riferendosi anche ai 2 figli, di 15 e 8 anni.


“A mio figlio maggiore manca mio marito così tanto! Spesso ricorda i momenti preziosi passati col padre quando era bambino. Ora capisce che suo padre sta soffrendo per la fede in Gesù ed è orgoglioso di lui! Non si vergogna della sua prigionia”, spiega fiera Gulnur. Tuttavia il più piccolo aveva solo 1 anno quando Alimjan fu arrestato con la falsa accusa di aver rivelato segreti di stato ad organizzazioni straniere. “Non riesce a ricordare quasi nulla di suo padre. E’ cresciuto senza una figura paterna”. Gulnur e i figli sono autorizzati a visitare Alimjan solo una volta al mese.


“Ho la passione di evangelizzare il nostro popolo uiguro! E’ così ostile a Cristo! Gloria a Dio, sia mia madre che mia suocera si sono convertite diversi anni fa. Hanno visto come la fede ci sostiene nei momenti difficili“, afferma illuminandosi la donna. “Perseveriamo mantenendo la nostra fede in Gesù e ci sforziamo di vivere una vita pia anche nel disagio. Mio marito mi chiede sempre di vivere bene, si prendermi cura dei nostri figli e di insegnare loro ad amare Dio. Questo è il modo in cui testimoniamo di Lui. Chiedo ai miei figli di comportarsi bene, di studiare seriamente e di tenere in ordine sempre la nostra casa come se mio marito dovesse tornare oggi. Sono certa che mio marito tornerà presto. Aspetto il suo ritorno come aspetto la seconda venuta di Gesù. Noi siamo la sposa di Cristo!”.


Il pastore Alimjan Yimit è un leader cristiano di comunità familiari nella problematica regione dello Xinjiang (a maggioranza uigura e musulmana, da decenni scossa da movimenti separatisti e dalla violenta repressione del governo cinese). Sono oltre 8 milioni gli uiguri, musulmani sunniti con poche migliaia di cristiani (ex musulmani) perseguitati dai propri familiari, amici e vicini di casa (la conversione è vista come una vergogna) e presi in mezzo nelle tensioni con lo stato centrale cinese e l’etnia cinese predominante Han. Porte Aperte ricerca i gruppi cristiani più perseguitati in Cina (come gli ex musulmani uiguri) e li mette in collegamento con gruppi cristiani più liberi, visto in questi ultimi anni i cristiani cinesi in molte parti stanno guadagnando più spazio per adorare il Signore.

Condannato a 15 anni di prigione, il pastore Alimjan sta ancora scontando la sua pena. La vita in carcere è dura e la moglie Gulnur ha passato momenti molto difficili. Siamo stati con lei di recente e sentite cosa ci racconta di questa lunga prova.