NELLA FOTO: Famiglia cristiana indiana in preghiera.

Pur non menzionando i luoghi degli eventi per ragioni di sicurezza, vogliamo riportarvi quanto accaduto recentemente ad alcune famiglie cristiane in India, costrette a fuggire dal proprio villaggio a causa delle botte ricevute per la loro fede in Gesù. Oggi hanno trovato rifugio in aree circostanti e ricevono aiuti attraverso i partner locali di Porte Aperte/Open Doors.

L’attacco
Era domenica e il pastore Bishu* stava raggiungendo una piccola comunità cristiana nei pressi del suo villaggio natale. Quando era quasi arrivato alla casa dove si sarebbe svolto l’incontro, è stato circondato da un gruppo di giovani: “Hanno iniziato a interrogarmi, volevano sapere cosa stessi facendo nel loro villaggio”, ci ha raccontato, “poi mi hanno picchiato prendendomi a calci”. Probabilmente a causa delle urla, alcuni cristiani del luogo sono accorsi in aiuto e il pastore Bishu è riuscito ad entrare in casa. Il giorno dopo però, la situazione si è aggravata. Un gran numero di giovani si è riunito e, armato di bastoni, ha attaccato le famiglie cristiane del villaggio, comprese le donne e i bambini. Uno dei cristiani presenti, Babu*, 32 anni, ha riportato una frattura al braccio e altri due uomini sono rimasti gravemente feriti alla testa e alla schiena.

Perseguitati ma non abbattuti
Qualche giorno più tardi, i nostri partner locali hanno potuto far visita alle vittime dell’attacco, rifugiate in un altro villaggio: “Queste famiglie sono molto povere e si guadagnano da vivere soprattutto grazie all’agricoltura o come lavoratori a giornata”, ci hanno riferito, “siamo in stretto contatto con loro e facciamo tutto il possibile per aiutarli”. Nonostante la frattura al braccio, Babu è determinato: “Avevo molta paura, tuttavia è un privilegio per me soffrire per Cristo. Non sono scoraggiato anche se so che saranno tempi difficili. Finché il mio braccio non migliorerà, non potrò lavorare per mantenere la mia famiglia”.
Come altri cristiani, anche Babu aveva partecipato ad un seminario di preparazione alla persecuzione. “Al corso abbiamo appreso che in diverse parti del mondo le persone sono perseguitate a causa della loro fede, ma rimangono incrollabili fino alla morte. Questo ci ha ispirato e aiutato a rimanere forti”, ha condiviso.

Alla luce dei numerosi episodi di intolleranza anti-cristiana, registrati dai nostri partner locali in India, e dei difficili sviluppi politici all’interno del Paese, vi ricordiamo la campagna pluriennale di preghiera IMPACT INDIA, attraverso la quale informarsi e sostenere i cristiani indiani che soffrono per la fede in Gesù.

*pseudonimo