Mojtaba, cristiano ex musulmano di 51 anni, è ben consapevole di quanto il suo cammino di fede sia frutto della preghiera di molti. Per questo oggi afferma: “Non importa dove sono o cosa faccio. Io servo il Signore ovunque”.

Abbiamo incontrato Mojtaba per ascoltare la sua storia e porgli qualche domanda. Quando gli abbiamo chiesto: “cosa può fare la Chiesa occidentale per i cristiani in Iran?” la sua risposta è stata semplice e diretta: “È bene aiutare i cristiani iraniani con programmi tv satellitari, libri e altri mezzi, ma è ancora più importante accompagnarli con la preghiera. È stata proprio la preghiera a cambiare la mia vita. Ricordo quando parlai a Dio, ancora non lo conoscevo, gli dissi che non sapevo come salvarmi e gli promisi di obbedirgli. Due settimane dopo vidi un film sulla vita di Gesù, mandato in onda da un canale televisivo satellitare, e compresi che era proprio quel Gesù il Salvatore che stavo cercando”.

Mojtaba desiderava incontrare altri cristiani e unirsi ad una chiesa, ma il suo entusiasmo venne presto deluso: in Iran la legge tollera solo le chiese storiche assire e armene, i cristiani di origine musulmana hanno il divieto di entrarvi. Per questo motivo Mojtaba è rimasto solo, per tre lunghi anni, con la sua preziosa Bibbia ottenuta clandestinamente e con la voglia di crescere e fortificarsi nella fede. “Trascorrevo ore leggendo la Bibbia da solo”, racconta.

Un giorno Mojtaba incontrò un amico musulmano con cui si sentì tranquillo nel condividere la sua esperienza vissuta con Gesù. Qualche giorno dopo questo amico tornò con altre persone che, nell’arco di poche settimane, gli dissero: “Se Gesù ha potuto cambiare la tua via, può cambiare anche la nostra!”. È così che Mojtaba ha iniziato il suo servizio come leader di una piccola chiesa clandestina. “Credo che il Signore abbia usato il lungo tempo di solitudine per prepararmi e formarmi come guida”, ci ha detto.

Nel 2010, Mojtaba è stato arrestato e messo in prigione per aver guidato una chiesa costituita da cristiani ex musulmani e, quindi, illegale. Dopo la sua liberazione ha lasciato il paese e oggi si prende cura dei cristiani provenienti dall’Iran e dall’Afghanistan che, come lui, vivono come rifugiati in altre zone della regione.

L’Iran si trova al 9° posto della World Watch List 2019, il suo governo vede i cristiani come una seria minaccia in quanto li considera un tentativo da parte dei paesi occidentali di minare l’islam e il regime islamico del paese. Le comunità storiche dei cristiani assiri e armeni sono riconosciute e tutelate dallo Stato, ma i loro membri sono trattati come cittadini di seconda classe e non possono instaurare relazioni con cristiani ex musulmani (di lingua persiana) o farli assistere alle funzioni religiose.