Periodo preso in esame:

1 novembre 2016 – 31 ottobre 2017

Posizione nella WWL:

WWL 2018 Punti: 86 / Posizione7 
WWL 2017 Punti: 92 / Posizione: 11
WWL 2016 Punti: 92 / Posizione: 10

Dati Generali

Leader: Presidente è Fayez al-Sarraj
Popolazione: 6.409.000
Cristiani: 41.700
Religione Principle: Islam
Governo: Transizione

Da dove viene la persecuzione

Le milizie islamiche e il crimine organizzato sono le due fonti di persecuzione principali che colpiscono i cristiani in Libia. Quest’ultimi rappresentano una minuscola minoranza, composta principalmente da stranieri in cerca di lavoro o di passaggio nel tentativo di raggiungere l’Europa attraverso il Mediterraneo. I migranti cristiani provenienti dall’Africa sub-sahariana devono sopportare non solo l’intolleranza generale da parte della popolazione libica, ma anche gravi pregiudizi razziali. Dalla caduta del regime Geddafi nel 2011, le milizie islamiche sono proliferate e rappresentano un’ulteriore pericolo per le comunità cristiane in Libia. La pressione sociale e la persecuzione da parte di parenti vicini e lontani sono un’ulteriore problema che i cristiani provenienti da un passato islamico devono affrontare. L’anarchia e la guerra civile hanno inoltre aggravato la situazione, creando uno stato di impunità in cui le organizzazioni criminali, che si occupano del traffico di essere umani, e le milizie islamiche possono attaccare i cristiani senza temere alcuna conseguenza.

Qual è l’impatto sui cristiani?  

I convertiti al cristianesimo di origine musulmana subiscono gravi pressioni da parte della famiglia e della comunità per ritornare islamici. Anche i cristiani provenienti da altre parti del continente vengono presi di mira dai militanti islamici e dalle organizzazioni criminali che li rapiscono e in alcuni casi li uccidono brutalmente. Anche i cristiani provenienti dall’Africa sub-sahariana vengono vessati, spesso trattenuti in centri di detenzione e minacciati dai radicalisti islamici. Quelli che esprimono pubblicamente la loro fede e cercano di condividere il Vangelo con altri corrono il rischio di subire violenze e di essere arrestati.  L’assenza di un unico governo centrale che detti le leggi e mantenga l’ordine nella nazione ha incrementato la precarietà della situazione. In Libia, il livello di violenza contro la comunità cristiana è molto alta e i cristiani sono soggetti a trattamenti estremamente violenti, degradanti e disumani. 

Esempi

  • Un gruppo di cristiani copti che stava attraversando il paese nel tentativo di ritornare in Egitto, è stato detenuto nel carcere dell’aeroporto di Tripoli per due settimane. Questi sono stati fustigati due volte al giorno durante tutto il periodo di detenzione. Almeno uno di loro era già stato tenuto in ostaggio a Benghazi per più di due settimane, fino a quando la sua famiglia non ha pagato per il suo riscatto.  
  • Nel novembre del 2016, due cristiani egiziani sono stati giustiziati in Libia a motivo della loro fede per opera di un gruppo chiamato “Ansar al-Sharia”.
  • Anche se non rientra nel periodo preso in esame dalla WWL 2018, un rapporto di Amnesty International mostra molto chiaramente quello che i cristiani in Libia devono sopportare attualmente: un 26enne eritreo, chiuso in un centro di detenzione ad al-Zawiya, ha dichiarato: “Odiano i cristiani. Se sei cristiano, la sola cosa che posso dirti è «se lo vengono a sapere Dio ti aiuti»… se vedono una croce o un tatuaggio religioso (N.d.T. consuetudine in uso fra i cristiani egiziani copti di tatuarsi una croce nella parte interna del polso) ti picchiano molto di più”. Un altro ex-detenuto nigeriano ha detto che le guardie nel centro di detenzione di Misratah separavano i detenuti a seconda della religione di appartenenza e frustavano i cristiani. Un 22enne eritreo sbattuto in prigione dopo che la sua barca era stata intercettata, ha dichiarato: “Mi hanno picchiato, preso i miei soldi, gettato via la mia Bibbia e la croce che avevo al collo… Prima controllano se i detenuti hanno soldi nelle tasche, poi prendono un cavo elettrico e li frustano”. 

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa in Libia 

Porte Aperte/Open Doors rafforza i cristiani in Libia per mezzo di collaborazioni con la chiesa locale nello svolgimento delle seguenti attività:  

  • Formazione  
  • Distribuzione di libri cristiani  
  • Sviluppo socio economico   
  • Patrocinio  
  • Rendendo consapevoli i cristiani italiani delle sfide dei cristiani in Libia e generando sostegno in preghiera ed economico 

Come il corpo di Cristo può pregare per Libia 

  • Pregate che Dio interrompa i piani dello Stato Islamico in Libia mostrando loro grazia e misericordia nella Sua sovranità. 
  • Pregate per la crescente Chiesa formata da ex-musulmani in Libia, soprattutto per quanti vivono isolati dagli altri credenti. Pregate per i cristiani libici dispersi in Europa. Alcuni di loro sono ancora soggetti a persecuzione da parte di membri delle loro famiglie.
  • Pregate affinché molti ricevano il Vangelo per mezzo di trasmissioni in arabo via satellite e in internet. Pregate per i nuovi credenti, per la loro protezione e per le opportunità di crescita nella fede. 
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