Ormai è imponente il dramma di Aleppo. Sono in migliaia in fuga dalla seconda città più grande della Siria. Di recente l’aviazione russa e siriana hanno iniziato a bombardare con insistenza alcune parti di questa città oltre che la periferia. Prendono di mira zone occupate per lo più dalle milizie di opposizione; queste zone sono prevalentemente abitate da musulmani dato che la maggior parte dei cristiani vive in zone sotto il controllo delle forze governative, ma ovviamente queste facili distinzioni in un assedio di guerra divengono meno chiare e definite. I bombardamenti erano iniziati all’apertura dei colloqui di pace per la Siria. A causa degli attacchi, i colloqui erano stati posticipati per questo mese.


Decine di migliaia di siriani (prevalentemente musulmani) sono dunque fuggiti da Aleppo nei giorni scorsi verso il confine turco, a nord della città: le TV di tutto il mondo hanno mostrato le immagini di questi nuovi esodi. Chiediamo a tutti i nostri amici e sostenitori di pregare affinché queste persone possano trovare un luogo sicuro dove stare. Tuttavia, conoscete il focus di Open Doors, che è quello di sostenere i cristiani perseguitati laddove c’è la persecuzione, perciò vi chiediamo di pregare per i cristiani che ancora vivono ad Aleppo: c’è una parte di essi che ancora non si piega all’idea di dover lasciare tutto e in questo conflitto, non smetteremo mai di denunciarlo, vivono una doppia vulnerabilità in quanto cristiani in una terra sconquassata da conflitti in seno all’islam. Inoltre vi ricordiamo quanto sia vitale il lavoro che le chiese locali stanno facendo in Siria (anche ad Aleppo) in questa stagione di terrore, perciò unitevi a noi e preghiamo affinché le chiese continuino a giocare un ruolo determinante nel lavoro di consegna degli aiuti umanitari e pregate che Dio benedica questo lavoro insieme agli altri servizi resi dalle chiese.

Di fronte ai bombardamenti russi e siriani, sono in migliaia in fuga da Aleppo. Nuovi esodi verso la Turchia. Vi chiediamo preghiera per i cristiani che rimangono e per la vitale opera di distribuzione aiuti compiuta dalle chiese locali in Siria.