Il 14 settembre 2018, il pastore Chai*, un leader della chiesa Hmong del Vietnam del nord, ha dovuto pagare una multa di 3.000.000 di VND (140 dollari) per aver distribuito Bibbie nella lingua Hmong tra i credenti tribali della sua provincia.

E se succedesse anche in Italia che ci multassero per la distribuzione di Bibbie? In quanto cristiani come reagiremmo?

Il 16 agosto, il pastore Chai era andato a Hanoi per prendere delle Bibbie, ma il 20 agosto, quindi pochi giorni dopo, le autorità locali sono arrivate nella chiesa da lui guidata e hanno confiscato 50 Bibbie in suo possesso. È stato invitato a presentarsi presso la stazione di polizia all’inizio di settembre e gli è stato intimato di pagare entro 10 giorni una multa di 5 milioni di VND (230 dollari) per l’acquisizione e la distribuzione di Bibbie Hmong “senza licenza di pubblicazione”.

Su sua richiesta, il pastore Chai è stato autorizzato dalle autorità locali a ridurre l’importo della multa a quello indicato sopra, comunque una cifra ragguardevole per le sue tasche. Per pagarla, infatti, ha dovuto vendere il suo bestiame (mucche e maiali), che in seguito gli è stato rimborsato da Porte Aperte/Open Doors. Sebbene abbia già pagato la multa, le Bibbie sono ancora nelle mani delle autorità locali.

Il Vietnam occupa il 18° posto della WWList 2018 con un livello molto alto di persecuzione, che si manifesta non tanto con estrema violenza, quanto piuttosto con estrema oppressione nei confronti delle libertà minime. Fiaccare leader con multe di questa entità, fare irruzioni, schedare le persone, da parte della autorità locali, ma anche espellere i cristiani dai villaggi, magari con annesse aggressioni fisiche, emarginarli e cose simili da parte dei leader di gruppi etnici sono forme molto subdole ed efficaci di persecuzione anticristiana.