Pakistan
Livello di persecuzione
Pakistan
Sceso di 3 posizioni rispetto alla World Watch List 2021.
Fonti di persecuzione
Che aspetto ha la persecuzione in Pakistan
In Pakistan i cristiani sono considerati cittadini di seconda classe e sono discriminati in ogni sfera della vita. I leader di chiesa possono essere arrestati se non sottostanno ai desideri e alle condizioni delle autorità. Questi arresti agiscono come avvertimenti e intimidazioni verso la minoranza cristiana. Nello scenario della crisi legata al COVID-19 i lavoratori giornalieri cristiani potevano ricevere aiuto solo a patto che si convertissero all’islam.
Intanto, si continuano a utilizzare le infami leggi sulla blasfemia per accusare i non musulmani (o le sette della minoranza musulmana) di insultare il profeta Maometto o il Corano. Perfino una falsa accusa può portare ad atti di violenza di massa. Inoltre, una silente epidemia di rapimenti, matrimoni e conversioni forzate di donne cristiane continua a serpeggiare nel paese.
In che modo le donne sperimentano la persecuzione
Le donne e le ragazze cristiane sono particolarmente vulnerabili in Pakistan. Rapporti indicano che ogni anno centinaia di loro vengono rapite, stuprate, obbligate a “sposare” il proprio rapitore e a convertirsi. Tali “matrimoni” sono utilizzati in maniera strategica per non permettere ai genitori delle ragazze minorenni di avere a disposizione strumenti legali di ricorso contro lo stesso matrimonio. È una pressione ampiamente usata contro le comunità delle minoranze religiose. Esiste anche un traffico di ragazze cristiane rapite, destinate sia ai lavori forzati (confinate all’interno del posto di lavoro), sia al giro della prostituzione, che vede le ragazze contrabbandate in Cina.
In che modo gli uomini sperimentano la persecuzione
Gli uomini cristiani in Pakistan vivono nella paura costante di subire accuse di blasfemia, distruzione di proprietà, detenzione, pestaggi ed esecuzioni. Ci sono anche rapporti di ragazzi cristiani sottoposti ad abusi sessuali. Gli uomini cristiani sono spesso obbligati ad accettare lavori di basso rango e sono considerati impuri, etichettati con il termine denigratorio chura, ovvero “lurido”. Anche se c’è una classe media cristiana e non tutti i cristiani svolgono lavori di basso rango, comunque la discriminazione e l’inferiorità sociale sono onnipresenti. Uomini e ragazzi possono anche finire nel circuito del lavoro forzato, solitamente nelle fabbriche di mattoni.
La parola ad Arzoo, una ragazza pakistana che è stata rapita a 13 anni, costretta a convertirsi all’islam e a sposare il suo rapitore
“Arzoo è una cristiana pakistana di terza generazione”, dice una fonte che desidera mantenere l’anonimato. “Ella è una delle tante donne che ogni anno subiscono il trauma del rapimento e della conversione forzata. I cristiani in Pakistan chiedono preghiera per i ricorsi legali e i processi che si prospettano, affinché la giustizia sia difesa e le vite delle famiglie salvaguardate”.
Cosa è cambiato quest’anno
La persecuzione è rimasta stabile in Pakistan quest’anno. La violenza contro i cristiani, a motivo della loro fede, continua a susseguirsi a livelli estremi, mentre la discriminazione e la pressione sono realtà quotidiane per i cristiani in tutto il paese. Nello scenario della pandemia del COVID-19 la linea dura degli islamici vincolava l’aiuto alimentare alla conversione, mentre gli operatori ospedalieri cristiani venivano mandati nei reparti COVID-19 senza mascherine protettive, perché visti come soggetti sacrificabili.
I cristiani possono essere scherniti solo per il fatto di indossare una collana con la croce, o essere accusati di blasfemia per un semplice post su Facebook. Semplici azioni che possono portare a violente rappresaglie di massa, dal momento che chiunque si converta dall’islam è visto come apostata.
Chi è più vulnerabile alla persecuzione
Visto che la maggior parte dei cristiani vive nella provincia del Punjab, molti episodi di persecuzione, discriminazione e intolleranza avvengono lì. Comunque, accanto al Punjab, anche la provincia del Sindh è nota per essere teatro di lavori forzati, che colpiscono anche molti cristiani. Tutti i cristiani in Pakistan sono potenziali vittime di abuso o discriminazione. Chiunque si converta dall’islam, se scoperto, deve sopportare il peso della persecuzione. Perfino le chiese ufficiali finiscono sotto la pressione e la sorveglianza del governo.
In che modo Porte Aperte aiuta i cristiani in Pakistan
Porte Aperte è attiva nelle zone del Golfo Persico attraverso il network di chiese ALIVE, ma per ragioni di sicurezza non possiamo dire di cosa si occupi precisamente né dove operi.
Soggetti di preghiera
Pregate per i credenti che operano in luoghi di lavoro pericolosi o insalubri, che Dio li mantenga in salute e al sicuro malgrado le loro condizioni di lavoro. Pregate che ogni credente accusato di blasfemia sia protetto e liberato dalle false accuse. Pregate per l’intera comunità cristiana del Pakistan, che i credenti siano incoraggiati e al riparo dalla disperazione. Pregate per il governo e per i capi religiosi del Pakistan. Chiedete a Dio di ammorbidire i cuori delle persone che rivestono questi incarichi, affinché siano più favorevoli verso i cristiani pakistani e permettano alle diverse religioni di adorare pacificamente e vivere la propria fede in Pakistan.
Pregate per le donne rapite, costrette a convertirsi all’islam e a sposare musulmani. Pregate per la guarigione del trauma che le ha colpite e chiedete a Dio di liberarle dalle ferite profonde che il nemico ha inflitto loro.
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