Madina* è nata in una famiglia musulmana in uno dei paesi dell’Asia Centrale (regione composta da Uzbekistan, Turkmenistan, Tagikistan, Kazakistan, Kirghizistan, tutti stati dove i cristiani sono perseguitati a vari livelli). I suoi genitori volevano un maschio. Lei era una bambina obbediente e gentile, una dei migliori allievi della sua scuola e una dei migliori giocatori di basket nella sua città. Sembrava cercasse sempre di dimostrare ai suoi genitori e agli altri di essere degna di amore; all’apparenza dunque una ragazza forte, ma in realtà si sentiva profondamente sola e infelice a causa di gravi problemi familiari.

Nurbek*, il padre di Madina, era alcolizzato; lei e sua madre Aygul* cercavano di stargli distanti quando beveva. Da ubriaco Nurbek era senza pietà e spesso picchiava la moglie, tra l’altro malata di cuore. Aygul era spesso ricoverata in ospedale e Madina rimaneva a casa, cercando di nascondersi dalla furia del padre almeno fino a quando lui non si addormentava. Così, le sensazioni dominanti del suo cuore erano l’odio verso il padre e l’ansia per la salute della madre. Madina non aveva progetti per il futuro, era priva di speranza, aveva perso la voglia di vivere. Non sapeva nulla di Dio, ma Dio sapeva che lei aveva il cuore a pezzi…

I cugini di Madina, Omar* e Saida*, andavano a un campo estivo per ragazzi e l’hanno invitata a unirsi a loro. Questo particolare campo cristiano è organizzato da Porte Aperte. Il programma comprendeva giochi sportivi, attività manuali, canto, danza, teatro, concerti e nuoto. Ogni sera c’erano concerti evangelistici, grazie ai quali molti bambini hanno accettato Cristo, fra cui Omar e Saida. Ma Madina era molto stressata e chiusa. “Lei è molto gentile. Noi l’amiamo e siamo preoccupati per lei perché sta pensando al suicidio. Pensa che nessuno abbia bisogno di lei o la ami“, hanno condiviso Omar e Saida con gli insegnanti del campo. Dopo alcuni giorni i docenti cristiani hanno parlato con Madina: “La conversazione è stata lunga e sincera, la ragazza continuava a piangere a causa del suo cuore ferito“, ha riferito uno degli insegnanti di Porte Aperte. Le hanno spiegato quanto Dio la ami e voglia usarla, e come il suo amore si esprima per mezzo di Cristo: questo l’ha toccata profondamente. E’ stato il primo incontro di Madina con il Salvatore. Improvvisamente la sua vita e i suoi sentimenti sono cambiati. “Ho capito che devo e posso perdonare mio padre per aver rovinato la mia infanzia e la nostra famiglia. Posso farlo perché il mio Padre celeste ha perdonato i miei peccati. Ora credo che sono importante per Dio. Mi ha creato in un modo unico“, spiega Madina.

Al suo ritorno dal campo ha cominciato a pregare per la situazione della sua famiglia. Madina non può ancora parlare ai suoi genitori della sua fede perché ha paura della loro reazione, ma prega per loro ogni giorno e Dio risponde. Ora il padre non beve più spesso come prima ed è più calmo. La salute della madre è migliorata. Madina legge la Bibbia e, talvolta, visita segretamente una comunità familiare nella sua città con i cugini. “Credo che Dio possa salvare i miei genitori come ha fatto con me, e ora ho un grande, felice futuro con Lui“.

Durante l’estate scorsa in uno dei paesi dell’Asia centrale, Porte Aperte ha organizzato 5 campi estivi con più di 70 bambini/ragazzi per campo. Quasi tutti provengono da famiglie musulmane. Secondo le statistiche fornite dai direttori e dagli insegnanti dei campi, circa il 75% dei ragazzi ha accettato Cristo come loro Salvatore, e la maggior parte di loro visita chiese e gruppi di credenti nelle loro città.

* nomi cambiati per ragioni di sicurezza

“Ho capito che devo perdonare mio padre come il mio Padre celeste ha perdonato me”, afferma la 15enne Madina, figlia di un uomo alcolizzato e crudele. Madina era priva di gioia e speranza, ma qualcosa è cambiato grazie a uno dei campi estivi per ragazzi organizzati da Porte Aperte. In questi campi molti ragazzi, per lo più membri di famiglie musulmane, accettano il Signore (75%).