Dove sta andando l’India? La WWList 2015 vede questo paese salire dal 28° al 21° posto, con un incremento preoccupante dell’intolleranza, delle discriminazioni e degli eventi persecutori contro i cristiani. E’ chiaro che con l’elezione a Primo Ministro di Narendra Modi (maggio 2014), del partito fondamentalista indù Bharatiya Janata Party (BJP), l’atmosfera sia peggiorata notevolmente per i cristiani (e per le altre minoranze). Di fatto gli induisti che attaccano musulmani e cristiani possono farlo con impunità maggiore rispetto a prima. Il 20 dicembre scorso Mohan Bhagwat, capo di un’organizzazione nazionale che promuove un induismo nazionalista più radicale (Rashtriya Swayasevak Sangh), al grido “Questa è la nostra nazione” ha affermato che centinaia di cristiani e musulmani indiani sono stati riconvertiti all’induismo. In effetti si registrano casi di riconversione forzata all’induismo sotto le minacce di gruppi di estremisti indù.


7 su 29 stati dell’India hanno leggi che proibiscono la conversione religiosa forzata, leggi che dovrebbero proteggere gli individui dal proselitismo forzoso ma che paradossalmente si utilizzano per infastidire o interrompere le attività delle chiese cristiane locali o addirittura per aggredire, picchiare e accusare i cristiani e i leader delle comunità. L’idea del BJP, il partito del Primo Ministro, è quella di rendere l’India la nazione degli induisti; perciò si stanno diffondendo movimenti per la riconversione all’induismo, i cui metodi passano anche per la violenza. La Chiesa indiana è profondamente preoccupata per l’aumento degli attacchi e dell’intolleranza anticristiana. Alcuni osservatori parlando di un attacco alla natura democratica del paese, oltre che ai dettami della costituzione.


In questo teso contesto nazionale procedono i progetti di Porte Aperte di distribuzione di materiale cristiano, di formazione di leader (anche nel campo del resistere alla persecuzione), di patrocinio, ma soprattutto i tanti progetti di sviluppo socio-economico, utili a cambiare lo status sociale delle discriminate comunità cristiane. “Desideriamo che i nostri progetti abbiano un impatto a lungo termine nelle comunità cristiane, per dare loro prospettive di vita migliore, affinché i cristiani indiani possano essere una risorsa e una testimonianza positiva per il loro paese“, afferma un nostro collaboratore.


 


NOTIZIA FALSA SULL’INDIA


A volte ritornano: dopo 5 anni circola nuovamente lo stesso messaggio via sms, whatsapp e social network


Pregate per la chiesa in India. Estremisti buddhisti in India incendiarono 20 chiese nella notte scorsa. Sta notte vogliono distruggere altre 200 chiese nella provincia di Olisabang. Vogliono uccidere 200 missionari nelle prossime 24 ore. Tutti i cristiani stanno nascosti nei villaggi… Pregate per loro e mandate questo messaggio a tutti i cristiani che conosci. Chiedi a Dio di aver misericordia dei nostri fratelli e sorelle dell’India“. E’ questo il testo di una notizia che possiamo definire falsa e che già girava nel 2010 e che già Porte Aperte aveva messo in dubbio a suo tempo (dunque 5 anni fa, per leggere vedi qui ). Purtroppo per l’effetto virale, sta circolando velocemente e molte persone ci contattano chiedendo spiegazioni.

Con l’elezione a Primo Ministro di Narendra Modi aumentano le intolleranze anticristiane. Leggi anti-conversione diventano mezzo per discriminare e vessare. Intanto procedono i progetti di Porte Aperte per rafforzare le comunità cristiane. Attenzione alla notizia falsa che circola su attacchi di estremisti buddisti.