India: settembre nero per la violenza anticristiana
India: settembre nero per la violenza anticristiana
Un altro cristiano è stato ucciso nello scorso mese di settembre in India.
Due anni fa, Unga Karma, 35 anni, insieme a sua moglie e ai loro quattro figli, era stato cacciato di casa dagli abitanti del suo villaggio trovando rifugio in un luogo a pochi chilometri di distanza. Gli abitanti del villaggio però non hanno smesso di perseguitarlo e lo hanno accusato falsamente presso i Naxaliti (un gruppo di ribelli comunista/maoista particolarmente attivo in alcune zone dell’India centrale e orientale) di essere un informatore della polizia e di raccogliere informazioni per le forze dell’ordine. I ribelli, avendo creduto a queste accuse, lo hanno rapito e quindi ucciso. Vi chiediamo di pregare per sua moglie e i loro 4 figli.
Questo è l’ottavo omicidio dall’inizio del 2018.
Il mese di settembre è stato davvero nero per i cristiani. Oltre all’assassinio riportato precedentemente abbiamo registrato 91 episodi di violenza contro i cristiani e 14 arresti. Solo nello Stato di Uttar Pradesh sono stati registrati 26 episodi e centinaia sono stati i cristiani colpiti. Un pastore di una chiesa locale ha riferito ad un collaboratore di Porte Aperte: “Gli estremisti indù stanno utilizzando sempre di più l’aiuto della polizia per effettuare incursioni durante gli incontri di preghiera. Arrestano i pastori e i leader di chiesa con la falsa accusa di aver attirato la gente e averla fatta convertire attraverso mezzi fraudolenti. Più di 50 chiese sono state chiuse intorno alla mia città”.
Oggi all’11° posto della World Watch List, l’India sta assistendo ad un’escalation di intolleranza e persecuzione anche violenta nei confronti dei cristiani, preludio di un sempre più probabile futuro difficile per la Chiesa in questo Paese. Preghiamo per l’India!


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