Una buona notizia dall’Iran: Suroush Saraie, cristiano iraniano incarcerato nel luglio 2014 a causa della sua fede, è stato rilasciato dalle autorità iraniane, potendo così riabbracciare amici e parenti.  Forse alcuni si ricorderanno il nostro articolo intitolato “Arresti e condanne nell’era Rouhani“, dove davamo notizia proprio dell’arresto del fratello Suroush Saraie. Si trattava di un caso pendente ancora dall’ottobre 2012, quando ufficiali iraniani irrompevano in un’abitazione a Shiraz arrestando 9 credenti riuniti in preghiera.  Uno di loro fu subito rilasciato, gli altri furono condannati a sentenze che andavano da 1 a 6 anni di prigione (una di queste fu poi stralciata). Rigettato l’appello del marzo 2014, quattro di loro (tra cui Suroush) hanno iniziato a scontare la loro pena. Tutti loro fanno parte della chiesa clandestina in Iran.


Oggi si festeggia l’uscita dal carcere di Suroush. Il regime iraniano, oggi più vicino all’occidente in termini di relazioni economiche e diplomatiche grazie alla leadership di Rouhani, non sembra tuttavia intenzionato a lasciare presto la morsa sui cristiani, considerati pur sempre un elemento esterno, infedeli in un contesto profondamente islamico (sciita). Monitorando la situazione si può dire che le conversioni al cristianesimo in Iran aumentino, mentre il trattamento riservato a tali persone rimane duro e osteggiato a più livelli della società, partendo appunto dalle autorità.

Le autorità iraniane rilasciano il cristiano Suroush Saraie, arrestato in flagrante in un raid della polizia a ottobre 2012, colpevole di partecipare a una riunione di preghiera.