Teo (nome modificato) crede in Gesù Cristo. Per questo motivo il suo “libretto di famiglia” è stato confiscato.


I libretti di famiglia sono documenti emanati dal Governo, essenziali per il funzionamento della società in Laos. Sono sottili libricini blu, con impressa sulla copertina un’immagine del Paese, e, dal 1992, sono essenziali per lavorare, per viaggiare e anche per poter mandare i bambini a scuola. Senza questo documento, una famiglia di cristiani in Laos diventa semplicemente una famiglia di coloni e i suoi membri, pur rimanendo cittadini laotiani, perdono tutti i loro diritti.


Teo ha un piccolo negozio di alimentari, che è la sua principale fonte di sostentamento, ma opera illegalmente, perché il suo libretto di famiglia gli è stato confiscato. “Prego che i cristiani qui abbiano di che sostenersi“, condivide Teo. “Sto pensando di creare una fattoria dove i cristiani possano lavorare insieme. Questa è una zona difficile per i cristiani, ma credo che Dio stia operando. Se ci concentriamo solo su ciò che vediamo, saremo scoraggiati“.


Tutti i cristiani nel mio villaggio non hanno il loro libretto di famiglia“, ci ha detto il responsabile di una chiesa di una tribù del sud-est del Paese. “I cristiani spesso vivono nel segreto. Praticano ancora sacrifici di animali, perché se non lo fanno, gli verrà chiesto di andarsene“.


Anche Mei Mei (nome modificato) è una credente e ha sperimentato la pressione del Governo laotiano. Dopo essere diventata cristiana, ha condiviso il Vangelo con cinque giovani che si sono convertiti. “A causa di questo, sono stati espulsi dal loro villaggio“, ci spiega. “Il capo del villaggio ha anche confiscato i loro libretti di famiglia. Tutto questo è successo a settembre dello scorso anno e i libretti non sono ancora stati restituiti loro. Molte volte io piango a causa dei sensi di colpa“, continua Mei, “Mi sento colpevole per quello che questi giovani stanno soffrendo“.


Mei ora vive in esilio in un villaggio a sei ore di distanza da casa sua. “Non c’è una chiesa nel nostro villaggio“, dice. “Le persone del mio villaggio non consentono semplicemente al cristianesimo di esistere. I miei familiari vorrebbero accettare Gesù Cristo, ma hanno paura delle reazioni delle autorità. Attualmente, ci sono dieci cristiani nel mio villaggio, ma non lo dichiarano apertamente perché hanno paura. Pregate che Dio doni loro il coraggio di vivere la loro fede“.

In un Paese fra i più poveri al mondo, il "libretto di famiglia" è il documento essenziale per la vita delle persone. Spesso i cristiani ne vengono privati e vivono in gravi difficoltà o, per la paura delle autorità locali, non dichiarano la loro fede.