Pakistan: la minoranza cristiana sotto attacco

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Pakistan: la minoranza cristiana sotto attacco

A due giorni dall’ultima follia omicida che ha sconvolto la piccola comunità cristiana del Pakistan (circa 4 milioni di cristiani  in una nazione con 180 milioni di abitanti al 97 percento musulmani), la popolazione di Yahounabad, il quartiere povero di Lahore a maggioranza cristiana, prova a ripartire, ma la tensione sociale aumenta.

I due attentati che domenica 15 marzo hanno ucciso almeno 17 persone e che ne hanno ferite più di 80 sono stati rivendicati dal gruppo islamico Jamaat-ul-Ahrar (legato ai talebani). In un preciso disegno anticristiano gli attentatori hanno scelto due chiese (una cattolica e una protestante), affollate per i servizi domenicali, che distano soltanto 400 metri l’una dall’altra.

Solo la presenza di volontari, che sorvegliavano gli ingressi e che hanno dato la loro vita per proteggere i fratelli che si trovavano all’interno delle due chiese, è riuscita a contenere l’effetto devastante degli attacchi. Tuttavia la loro presenza è la dimostrazione del clima di tensione che circonda da diversi anni i cristiani nel Paese.

Oltre agli attacchi da parte dei fondamentalisti islamici, i cristiani si trovano a dover fronteggiare una discriminazione costante e un’ostilità continua da parte della maggioranza musulmana della popolazione. Frequenti sono infatti le accuse, spesso infondate, di blasfemia a carico dei cristiani che possono portare a condanne (a morte) da parte dei tribunali, ma che spesso scaturiscono in episodi di violenza che portano all’assassinio degli accusati (come successo alla coppia uccisa e data alle fiamme nel novembre scorso).

La discriminazione sociale e gli attacchi mirati contro le chiese o i singoli cristiani stanno facendo aumentare a dismisura il livello di tensione all’interno della minoranza cristiana, che è tentata, in assenza di interventi significativi da parte del governo e della polizia, di reagire alle continue violenze. L’uccisione da parte della folla di due musulmani sospettati di aver collaborato con gli attentatori è ascrivibile proprio a questo stato di tensione, ma questo tipo di reazioni può solo contribuire ad inasprire i conflitti tra i due gruppi religiosi. Un cristiano pakistano intervistato da un nostro collaboratore a seguito dei due attacchi a Lahore ha dichiarato: “Ieri era il terrorismo. Oggi si sta trasformando in uno scontro comune. Solo un atto stupido, e siamo tutti a rischio“.

Ancora attentati, morti e feriti fra i cristiani del Pakistan. La esigua minoranza cristiana del Paese, già pesantemente discriminata, è, sempre più spesso, presa di mira dalla violenza dei musulmani radicali (non solo fondamentalisti).

Pakistan
Leader
Primo Ministro Imran Khan
Popolazione
212.107.000
Cristiani
4.080.000
Religione principale
Islam
Governo
Repubblica parlamentare di tipo federale

Livello di persecuzione

Violenza
16.7
Vita di chiesa
14.1
Vita civile
14.9
Vita sociale
15.1
Vita famiglia
14
Vita privata
13.6

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