Libia
Livello di persecuzione
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Vita privataLibia
Sceso di 1 posizione rispetto alla World Watch List 2024.
Fonti di persecuzione



Che aspetto ha la persecuzione in Libia
In Libia, seguire Gesù è un rischio enorme per chiunque. I cristiani libici con un passato musulmano affrontano pressioni violente da parte delle loro famiglie e comunità affinché rinuncino alla loro fede. I cristiani stranieri, specialmente quelli provenienti dall’Africa subsahariana, sono presi di mira da gruppi militanti islamisti e gruppi criminali. Questi gruppi rapiscono e a volte uccidono brutalmente i cristiani. Anche se tale minaccia non si concretizza, i cristiani subsahariani affrontano molestie e minacce da parte di musulmani radicali. I cristiani che esprimono apertamente la loro fede o cercano di condividerla con altri rischiano l’arresto e violenti opposizioni. La mancanza di un governo centrale che faccia rispettare la legge rende la situazione ancora più precaria.
In che modo le donne sperimentano la persecuzione
Le donne cristiane in Libia affrontano una persecuzione simile a quella affrontata dagli uomini, ma spesso in maniera più grave. Le donne libiche vivono sotto uno stretto controllo familiare; questo rende più intensa la persecuzione domestica per le convertite. In generale, le donne occupano una posizione inferiore all’interno della famiglia a causa delle norme tribali e della sharia (legge islamica). Chiunque sospettata di interesse verso il cristianesimo può essere segregata in casa o rischiare aggressioni sessuali, matrimoni forzati o persino “delitti d’onore”. La cultura dell’onore in Libia impone standard elevati di modestia per donne e ragazze: chiunque non rispetti tali norme sparge vergogna sulla famiglia. Le donne cristiane che subiscono violenze sessuali a causa della loro fede incontrano notevoli ostacoli nell’ottenere giustizia, anche per via della riluttanza della polizia e della magistratura ad agire e per la reticenza delle famiglie a rendere pubblici i reati. Questo problema è aggravato da una legislazione inadeguata sulle molestie sessuali e la violenza domestica. I migranti cristiani dell’Africa subsahariana che attraversano la Libia per raggiungere l’Europa sono altamente vulnerabili. Le donne, specialmente quelle vengono separate dai compagni di viaggio maschi, rischiano di diventare vittime del traffico di esseri umani, rapimenti e schiavitù sessuale nei centri di detenzione per migranti.
In che modo gli uomini sperimentano la persecuzione
In Libia, gli uomini affrontano gravi violenze fisiche, specialmente se viene scoperta la loro fede cristiana. Subiscono anche intense pressioni per convertirsi all’islam, incluso il “pellegrinaggio forzato” (Hajj forzato) – una pratica presente anche in altre parti del Nordafrica – che funge come prova di lealtà. Questo pellegrinaggio è considerato un passo verso la conversione. Gli uomini cristiani spesso perdono il lavoro, subiscono abusi e possono essere cacciati di casa. Come principali percettori di reddito per la famiglia, la perdita della capacità di sostentare i propri cari provoca un profondo stress psicologico. I rischi sono così elevati che è quasi impossibile formare gruppi di comunione cristiana, a meno che intere famiglie non si convertano. Il lavoro forzato e la schiavitù sono comuni per gli uomini subsahariani, inclusi i cristiani che migrano in Libia. I giovani uomini che viaggiano da soli vengono spesso rapiti per essere impegnati in lavori pesanti o per richieste di riscatto. Tali pratiche lasciano le famiglie di questi uomini sofferenti emotivamente e senza supporti finanziari.
La parola a
La situazione in Libia è così pericolosa che non possiamo fornire nuove testimonianze.
Cosa è cambiato quest’anno
La pressione sui cristiani in Libia è rimasta estremamente alta. Le conseguenze di un importante incidente avvenuto a marzo 2023, con l’arresto di diversi cristiani, sia libici che espatriati, hanno costretto la piccola comunità cristiana a essere estremamente cauta. C’è stata un’evoluzione nella divisione est-ovest del Paese e una maggiore integrazione dei gruppi di miliziani con le forze governative di controllo. Nel complesso, la Libia rimane un luogo profondamente pericoloso e instabile per i seguaci di Gesù.
Chi è più vulnerabile alla persecuzione
I cristiani in Libia sono a rischio in qualsiasi luogo del Paese, soprattutto nelle aree con gruppi islamisti radicali attivi. La regione intorno alla città di Sirte è nota per la presenza di tali gruppi, inclusi elementi dello Stato Islamico. I cristiani espatriati generalmente evitano gli spostamenti, specialmente nelle aree in cui i militanti potrebbero avere posti di blocco. Gruppi legati alla ormai scomparsa Islamic Dawn Coalition controllano aree intorno alla capitale Tripoli e parte della città stessa. A est, gruppi radicali sono presenti nella città di Bengasi. I cristiani migranti che cercano di raggiungere l’Europa spesso finiscono, se arrestati, nei sovraffollati centri di detenzione intorno a Tripoli. Alcuni non arrivano nemmeno così lontano e vengono consegnati a funzionari criminali o trafficanti di esseri umani. Da lì, sono costretti a svolgere lavori pesanti in agricoltura o spinti alla prostituzione.
In che modo Porte Aperte aiuta i cristiani in Libia
Porte Aperte collabora con partner e chiese locali nel Nord Africa per fornire Bibbie, corsi di discepolato e di formazione per i responsabili delle chiese, sostegno economico, assistenza legale, cura dei traumi e assistenza pastorale.
Soggetti di preghiera
- La Libia rimane un paese diviso, con due gruppi che lottano per il controllo. Prega che questa tensione non sfoci in una guerra civile che metterebbe ulteriormente in pericolo i credenti.
- I lavoratori cristiani migranti in Libia sono a rischio a causa dei gruppi estremisti. Chiedi a Dio di proteggere questi credenti, specialmente nelle aree in cui non esiste la legge.
- Ci sono poche chiese in Libia e i convertiti dall’islam sono costretti a seguire Gesù in segreto. Chiedi a Dio di aprire delle porte affinché i credenti possano trovare una comunità in cui crescere nella loro fede.
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