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Rep. Dem. Congo
Leader
Presidente Felix Tshisekedi
Popolazione
105.625.000
Cristiani
100.566.000
Religione principale
Cristianesimo
Governo
Repubblica semi-presidenziale

Livello di persecuzione

Violenza
16.1
Vita di chiesa
14.5
Vita civile
10.8
Vita sociale
12.6
Vita famiglia
7.9
Vita privata
8

Rep. Dem. Congo

Salito di 6 posizioni rispetto alla World Watch List 2024.

Fonti di persecuzione

Che aspetto ha la persecuzione nella Repubblica Democratica del Congo

Nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), specialmente nella regione orientale, i cristiani affrontano gravi persecuzioni e violenze, spesso condotte da parte dei militanti islamisti delle Forze Democratiche Alleate (ADF). Connesse con lo Stato Islamico, le ADF rapiscono e uccidono cristiani e attaccano chiese, generando terrore diffuso, insicurezza e sfollamenti. Il gruppo ribelle M23, presumibilmente supportato dal Ruanda, prende di mira i civili cristiani, peggiorando ulteriormente la situazione. I convertiti dall’islam e dalle religioni indigene subiscono pressioni da parte delle loro famiglie per ritornare alla loro fede precedente. I responsabili della chiesa cattolica che chiedono elezioni eque rischiano molestie. Questo mix di minacce da parte dei militanti, pressioni familiari e interferenze politiche crea un ambiente pericoloso e pieno di paura per i cristiani nelle zone orientali della nazione.

In che modo le donne sperimentano la persecuzione

Nella RDC, le donne cristiane, specialmente quelle che hanno lasciato l’islam per seguire Gesù, affrontano molte sfide. Nelle aree a maggioranza musulmana, le donne convertite sono spesso trattate con inferiorità; questo influisce sulla loro vita quotidiana, compreso il diniego dell’accesso ai figli o all’eredità in caso di vedovanza. I matrimoni forzati sono comuni, con ragazze di appena 12 anni date in matrimonio dai genitori e costrette a rimanere incinte in giovane età. La RDC non dispone di leggi specifiche per proteggere donne e ragazze cristiane, rendendole vulnerabili a violenze domestiche e matrimoni forzati. Pratiche tradizionali come i matrimoni infantili le rendono più suscettibili agli abusi. Le donne cristiane sono anche a rischio di rapimenti, stupri, tratta di esseri umani e schiavitù sessuale, azioni compiute specialmente da parte del gruppo estremista islamico ADF. La violenza sessuale nell’est della nazione ha raggiunto livelli catastrofici: oltre 670 ragazze e donne curate per violenza sessuale nei campi per sfollati in sole due settimane ad aprile 2023. Le donne e le ragazze vengono spesso stuprate, costrette a sposare soldati delle ADF, trafficate o uccise. I tassi di matrimoni infantili sono alti, il 37% delle ragazze che si sposa prima dei 18 anni. I rapimenti e gli stupri da parte di gruppi armati causano gravi traumi. Le donne vengono talvolta usate come scudi umani durante gli scontri violenti. Anche i soldati governativi sono stati coinvolti in violenze sessuali diffuse. A causa della vergogna e dello stigma, le donne e le ragazze cristiane possono affrontare isolamento e rifiuto da parte delle loro famiglie e comunità dopo le aggressioni. Questo distrugge la loro autostima e il senso di valore.

In che modo gli uomini sperimentano la persecuzione

Nella RDC, gli uomini cristiani affrontano gravi persecuzioni. Rischiano di essere mutilati, rapiti, costretti a unirsi a gruppi armati e uccisi. Possono subire violenze sessuali. Per salvarsi, gli uomini cristiani possono essere costretti a pagare riscatti elevati; questo spinge le loro famiglie verso condizioni di maggiore povertà. Gli uomini cristiani affrontano discriminazioni anche sul posto di lavoro, e persino sulla sua ricerca. La persecuzione degli uomini destabilizza le loro famiglie e comunità, poiché gli uomini sono tradizionalmente i  protettori e sostenitori economici, lasciando le famiglie vulnerabili a ulteriori persecuzioni. Pastori e responsabili cristiani (spesso uomini) vengono presi di mira e molestati a causa della loro fede, specialmente nelle aree orientali della nazione. Anche le loro famiglie sono a rischio. Le chiese che criticano il governo o i gruppi armati come le ADF possono essere chiuse, e i loro responsabili arrestati o attaccati.

La parola a Jerome (pseudonimo), uno sfollato interno nella RDC

“Procurarsi il cibo è il nostro principale problema ora che siamo sfollati, perché non abbiamo un posto dove coltivare. La situazione è molto grave. Se la vita continua così… è difficile vivere.”

Cosa è cambiato quest’anno

L’ultimo anno ha visto un’escalation negli attacchi contro i cristiani da parte delle Forze Democratiche Alleate (ADF). Il gruppo, legato con lo Stato Islamico, ha effettuato attacchi coordinati in cui si registrano decine di persone uccise e migliaia di sfollati. Motivo per cui i cristiani vivono nella paura. Per diversi anni, nella RDC, i cristiani hanno affrontato alti livelli di violenza, ma quest’anno gli attacchi contro i seguaci di Gesù sono stati ancora più audaci e sconcertanti.

Chi è più vulnerabile alla persecuzione

I cristiani affrontano difficoltà e attacchi violenti da parte di militanti islamisti particolarmente attivi nella provincia di North Kivu, nella parte orientale del Paese.

In che modo Porte Aperte aiuta i cristiani in RDC

Porte Aperte opera attraverso partner locali per sostenere i cristiani nella RDC attraverso corsi di resistenza alla persecuzione, progetti di sviluppo socioeconomico e cura dei traumi.

Soggetti di preghiera

  • La violenza nella parte orientale della RDC è scioccante. Prega affinché il sofferente popolo di Dio sappia che Egli è vicino.
  • Molti cristiani hanno perso tutto e sono stati costretti a fuggire dalle loro case. Prega affinché questi seguaci di Gesù sfollati trovino stabilità e speranza.
  • Nonostante gli attacchi alle comunità prevalentemente cristiane siano in corso, le persone continuano a venire alla fede in Cristo nell’est della RDC. Prega affinché la loro fede cresca forte e che siano ben discepolati.
  • Prega per la pace, e affinché gli estremisti si convertano al Signore. Prega che i terroristi si convertano come Saulo, che divenne l’apostolo Paolo.

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