|
|
 |
Eritrea - country profile Notizie sui cristiani: Religione: 1,35% protestanti, 1,29% indipendenti, 3,77% cattolici, 40,98% ortodossi. Il resto della popolazione è musulmana.
Notizie generali
L'Eritrea è uno Stato multilingue e multiculturale con due religioni dominanti (Islam Sunnita e Cristianità Ortodossa Orientale) e nove gruppi etnici. Non ha una lingua ufficiale, ma nel paese vengono utilizzate quattro lingue: il tigrino, l'arabo, l'italiano e l'inglese. Si articola in 121.320 km2 di superficie, ha una popolazione totale di 4.401.000 ab., la capitale è Asmara e la valuta usata è il Nakfa. I due maggiori gruppi etnici in Eritrea sono i Tigrigna, che rappresentano circa metà della popolazione, e i Tigrè, che sono circa il 40%. Il resto della popolazione è di etnia Nara, Kunama, Afar, Bilen, Rashaida, Hidareb e Saho.
Fonti di oppressione e persecuzione
1. Il 15 maggio 2002, il governo ha ordinato che tutte le chiese evangeliche venissero chiuse. Nonostante le chiese in causa avessero adempiuto alla richiesta del governo di eseguire la propria registrazione, continuano a rimanere chiuse. 2. In questi anni si sono verificati diversi casi di arresti e restrizioni di vario genere. I credenti in carcere sono ora più di 2.800. I casi di persecuzione stanno aumentando. Sono stati riferiti anche casi di credenti, sorvegliati di nascosto da vicini o individui che lavorano per le autorità e che, in cambio di questi favori ricevono diverse “gratifiche” dal governo. 3. Continuano ad arrivare le notizie di cristiani morti in carcere a causa delle pessime condizioni che devono sopportare e delle torture fisiche a cui sono sottoposti; è piuttosto facile contrarre malattie e le autorità non curano i malati, li lasciano morire in cella. 4. Ci giungono notizie sul fatto che il governo eritreo sta attuando nuove tattiche negli interrogatori nei confronti dei cristiani. L’idea sembra essere la seguente: far ammettere ai cristiani attraverso la tortura di essere degli agenti della CIA americana, colpevoli di spiare l’attività di governo. 5. Inoltre il governo tende a giustificare gli arresti di cristiani (non ammettendo dunque agli occhi dell’opinione pubblica internazionale che il motivo è esclusivamente la loro fede in Cristo), tende a giustificarli con una generica, infondata, assurda accusa di tradimento, contro chi e che cosa, e soprattutto in che modo e quali siano le prove, rimane un mistero insoluto.
Sviluppi positivi
Uno dei risultati più importanti è stata la diffusione della Parola di Dio tra i soldati. A causa proprio del servizio di leva obbligatorio per tutti, è noto che un gran numero di soldati si sono convertiti entrando in contatto con cristiani, che tramite il loro esempio (come sale per la terra e luce per il mondo) attraggono i commilitoni e condividono con loro il messaggio del Vangelo. Continuiamo a ricevere testimonianze di cristiani che nonostante le prove e le persecuzioni, rimangono saldi, forti in Dio nel cuore della tempesta. Inoltre, uno sviluppo positivo che cerchiamo di seguire da vicino, è il fatto che sembra che, lentamente, queste sconsiderate politiche repressive e dittatoriali del governo eritreo stanno attirando sempre più l’attenzione internazionale. Infine, non va sottovalutata l’opera delle chiese di altri paesi, che ricevono i tanti profughi eritrei e donano loro aiuto: questo amore gratuito spinge molti eritrei a cercare Dio.
Sviluppi negativi
1. Le tensioni che riguardano le delimitazioni del confine tra Eritrea e Etiopia, influiscono negativamente anche sulla chiesa. 2. Le tensioni crescono con l’accusa al governo di cedere ai ribelli dell’ONLF (Oromo National Liberation Front), il quale è causa di instabilità nella regione somala del paese. Ciò ha portato a incidenti nei quali alcuni cristiani hanno subito gravi conseguenze. 3. Preoccupa il fatto che, a quanto pare, il governo eritreo sembra dare supporto agli estremisti in Somalia, persino dopo la sconfitta dell’UIC (Union of Islamic Courts) e l’appoggio dell’Etiopia alle forze del Governo Federale di Transizione. 4. Molti credenti sono obbligati a svolgere il servizio di leva, abbandonando così le proprie famiglie e comunità, fatto che influisce negativamente sulla situazione finanziaria delle proprie famiglie e delle chiese locali. 5. La chiesa ortodossa fa pressione sui genitori, affinché “controllino” i propri figli. I fratelli, quindi, incontrano grossi problemi quando vogliono prendersi cura dei ragazzi che vengono cacciati dalle proprie case a causa della loro fede in Cristo. Questi ragazzi, per lo più studenti delle superiori, ma anche universitari, non hanno alcun posto dove andare fuorché le comunità locali. La chiusura delle chiese e la politica del governo non permettono alle varie comunità di provvedere per questi giovani credenti progetti sufficienti e programmi adatti alla loro giovane età. 6. I credenti che si trovano in carcere a motivo della propria fede e le loro famiglie, costituiscono un ulteriore peso per la già difficile situazione finanziaria della chiesa. Ancora una volta le restrizioni imposte alla chiesa rendono difficile qualsiasi progetto di supporto finanziario.
I Sviluppi politici e sociali
L’Eritrea è stata una colonia italiana dal 1890 al 1941. E’ stata assegnata all’Etiopia nel 1952. L’annessione dell’Eritrea all’Etiopia come provincia, ha provocato 10 anni più tardi una guerra per l’indipendenza, che è durata 30 anni ed è finita solo nel 1991, quando i rivoluzionari eritrei hanno praticamente sconfitto le forze del governo. L’indipendenza è stata approvata a pieni voti dal referendum del 1993. Nel 1998 è scoppiata un’altra guerra di due anni e mezzo per la demarcazione del confine tra l’Etiopia e Eritrea. La guerra, svoltasi quasi sempre in trincea, è finita nel dicembre del 2000 sotto gli auspici dell’ONU e ha provocato la morte di 70.000 eritrei ed etiopi. Nel 2008 l’operazione di peace-keeping condotta dall’ONU, volta a mantenere la pace e a monitorare il confine con l’Etiopia, è giunta al termine. Le tensioni tra i due stati permangono e la questione dei confini rimane tuttora irrisolta.
Il sistema politico eritreo si basa sulla legittimazione di un unico partito, il Fronte Popolare per la Democrazia e Giustizia (PFDJ). Non è permessa l'organizzazione di altri partiti politici, contrariamente alla previsione della Costituzione del 1997, non entrata in vigore, che prevedeva un sistema multi-partitico. L'assemblea Nazionale, composta da 150 membri, si è costituita nel 1993, poco dopo l'ottenimento dell'indipendenza; l'assemblea ha eletto l'attuale presidente, Isaias Afewerki. Le elezioni nazionali, ripetutamente annunciate e poi cancellate, non si sono ancora tenute nel paese.
II. Storia e descrizione della chiesa
I cristiani sono principalmente ortodossi e quasi interamente provenienti dalla regione del Tigrè. Le chiese evangeliche stanno crescendo, ma le loro risorse per l’istruzione sono limitate. È davvero molto pericoloso in questo momento essere coinvolti in seminari e studi di vario genere. Per paura dell’estremismo islamico e dell’opera di evangelizzazione cristiana, il governo ha quasi bloccato i progetti e gli aiuti internazionali delle organizzazioni umanitarie non governative ed ha anche limitato l’entrata nel paese di lavoratori cristiani precedentemente espatriati.
Altre informazioni utili: La persecuzione continua ad aumentare e gli eritrei che si trovano nei campi profughi in Sudan ed Etiopia affrontano una crescente incertezza e sono sotto la costante minaccia di rimpatrio forzato. Alcuni profughi continuano a subire soprusi da parte delle autorità di alcuni dei paesi dove si trovano i campi.
|
| ‹ torna indietro | « pagina precedente - pagina successiva » |
|
 |
| Libri e Audiovisivi |
 |
|
|