Cina e Olimpiadi invernali: ai cristiani di Pechino viene richiesto di “mantenere un profilo basso”

NELLA FOTO: Stadio olimpico di Pechino

Cina e Olimpiadi invernali: ai cristiani di Pechino viene richiesto di “mantenere un profilo basso”

A pochi giorni dall’inaugurazione delle Olimpiadi invernali, i responsabili delle chiese di Pechino si preparano a mantenere un profilo basso per evitare di entrare in conflitto con le autorità cinesi.

“Sappiamo di non dover essere ‘operativi’ durante eventi di questo tipo”, afferma il leader cristiano Huang*, di Pechino. “Sappiamo come comportarci in periodi come questo: dobbiamo mantenere un profilo basso.

Zhang Wei*, contatto locale di Porte Aperte /Open Doors, afferma che “in occasione di grandi eventi di questo tipo, i ministri di culto devono ‘comportarsi bene’, ‘essere discreti’ e ‘mantenersi al di fuori dalla sfera pubblica’. Se le chiese non si adeguano, le loro riunioni rischiano di essere sospese. Ormai, le chiese di Pechino sanno come comportarsi”.

Lo scorso anno, nel corso delle celebrazioni per la Giornata Nazionale della Repubblica Popolare Cinese, sono stati riportati casi in cui le autorità hanno telefonato periodicamente ai responsabili delle chiese in casa, per reiterare i ‘limiti’ a cui attenersi.

“Fondamentalmente, ci si aspetta che mantengano un basso profilo e che facciano molto poco”, aggiunge Zhang Wei. “Gli incontri in piccoli gruppi sono tollerati, ma eventi più grandi in chiesa non sono visti di buon occhio”.

I leader cristiani sospettati di condurre attività ecclesiali diverse da una regolare funzione domenicale di basso profilo possono essere costretti ad uno dei cosiddetti “incontri per prendere il tè” con funzionari locali del partito.

“Per un cristiano ordinario, le conseguenze potrebbero essere soltanto degli avvertimenti o la registrazione del documento d’identità”, afferma Zhang Wei, “mentre i leader cristiani possono essere interrogati per ore, imprigionati per una notte e multati. Potrebbero esserci anche conseguenze più gravi, se la chiesa resistesse alle autorità e causasse ‘disordini’, per così dire. Se poi un leader di chiesa venisse scoperto ad insistere nell’organizzazione di funzioni religiose, potrebbe andare incontro a detenzioni amministrative la cui durata varia da un paio di giorni fino a due settimane”.

“Fino ad ora non abbiamo ricevuto avvertimenti o inviti a ‘prendere in tè’, ma sappiamo chiaramente quello che ci si aspetta da noi”, spiega il pastore Huang, aggiungendo che si atterrà alla propria comprensione di queste richieste.

Il governo cinese reputa che il cristianesimo abbia origine in Occidente, dunque vede in esso una minaccia di infiltrazione straniera. Pertanto, le autorità avvertono le chiese di ridurre al minimo le loro attività.

Intanto, la pressione che già gravava sui cristiani continua ad aumentare. Alle chiese ufficialmente autorizzate è stato richiesto di esporre la bandiera cinese accanto alla croce e di integrare i propri insegnamenti con i “principi del socialismo cinese”. Continuano ad essere registrati casi di chiese demolite e di centinaia di croci abbattute da edifici ecclesiali, con poco o nessun preavviso.

Le autorità non sono in grado di fare molto, a causa delle dimensioni della Chiesa in Cina, considerando sia le chiese ufficialmente riconosciute sia le chiese domestiche non ufficiali. Il governo sta quindi cercando di adattare il cristianesimo alla propria mentalità politica e al proprio credo.

La Cina occupa la posizione n. 17 (profilo completo qui) della World Watch List di Porte Aperte/Open Doors, la mappa che classifica i 50 paesi nei quali i cristiani affrontano maggiore persecuzione.

*pseudonimo

Cina
Leader
Presidente Xi Jinping
Popolazione
1.428.481.000
Cristiani
96.700.000 (secondo stime di OD)
Religione principale
Governo
Stato guidato dal Partito Comunista

Livello di persecuzione

Violenza
11.1
Vita di chiesa
15.5
Vita civile
14.4
Vita sociale
12.2
Vita famiglia
9.8
Vita privata
12.6