Nelle ultime ore, alcuni nostri collaboratori hanno ricevuto notizia dell’arresto di 31 cristiani eritrei avvenuto a Godaif, zona a sud di Asmara, capitale del Paese. Al momento non sono disponibili ulteriori dettagli.

Il fatto è avvenuto a circa una settimana dall’arresto di altri 141 cristiani, avuto luogo a nord est di Asmara, quando 104 donne, 23 uomini e 14 minori, sono stati radunati nella zona Mai Temenai della città e poi portati al carcere di Adi Abeito (gli uomini) e alla stazione di polizia numero 4 (le donne).

Da una prima analisi, la serie arresti potrebbe essere collegata all’imminente celebrazione della festa nazionale del 24 maggio, giorno in cui il paese eritreo commemorerà l’indipendenza dalla vicina Etiopia. Come ogni anno, a ridosso di questo importante evento, la pressione sui cristiani registra un notevole incremento, come monito a prendere parte ai festeggiamenti nelle piazze e ai discorsi pubblici, onorando la patria anche quando ciò che viene proclamato entra in conflitto con le proprie convinzioni religiose.

Il governo ha inoltre temporaneamente interrotto l’accesso ai social media, nel tentativo di contrastare le crescenti critiche sul mancato rispetto dei diritti umani e della libertà.

Attualmente alla 7° posizione della World Watch List di Porte Aperte, l’Eritrea vive dal 1993 sotto la guida del presidente Afewerki, il cui regime sta facendo qualsiasi cosa per mantenere il potere e reagisce duramente contro qualsiasi opposizione. I musulmani eritrei mostrano una tendenza al radicalismo anche a causa dell’aumento della militanza islamica nella regione, quindi i cristiani che vivono in zone a predominanza musulmana sono particolarmente vulnerabili, specialmente i convertiti dall’Islam.

Negli ultimi anni, le forze di sicurezza governative hanno condotto numerose incursioni casa per casa e arrestato centinaia di cristiani. Queste estreme pressioni e la violenza promossa dallo Stato sono motivo di fuga dal Paese per diversi cristiani.

Vi chiediamo quindi di pregare per coloro che sono stati arrestati, affinché possano sperimentare la pace e il coraggio del Signore e possano agire con saggezza nei confronti delle autorità.