Periodo preso in esame:

1 novembre 2016
31 ottobre 2017

Posizione nella WWL:

WWL 2018
Punti: 86 / Posizione: 6
WWL 2017
Punti: 82 / Posizione: 10
WWL 2016
Punti: 92 / Posizione: 3

Dati Generali

Leader: Isaias Afewerki
Popolazione: 5.482.000
Cristiani: 2.540.000
Religione Principle: Islam/Cristianesimo
Governo: Partito unico

Da dove viene la persecuzione: 

Dal 1993 il regime nazionale, sotto la guida del Presidente Afewerki, è diventato sinonimo di autoritarismo assoluto e sta facendo di tutto pur di mantenere il suo potere. Il regime ha arrestato, torturato e ucciso dei cristiani perché considerati rappresentanti dell’Occidente e quindi una minaccia per lo Stato e il governo. Oltretutto circa la metà della popolazione eritrea è di religione musulmana. La maggior parte dei musulmani risiede nelle pianure lungo le coste del Mar Rosso, al confine con il Sudan, dove la crescente presenza di milizie islamiche contribuisce all’incremento dell’estremismo. Questo significa che i cristiani risiedenti in quelle aree sono particolarmente vulnerabili, soprattutto quelli di origine musulmana. Gli eritrei islamici sono “innanzitutto musulmani” e “in secondo luogo eritrei”. La conversione al cristianesimo viene vista come un tradimento della comunità, della famiglia e della fede islamica. La Chiesa Ortodossa Eritrea (EOC) gode di una presenza storica nel paese ed esercita pressione sui cristiani di denominazioni differenti (vedi sotto). 

Qual è l’impatto sui cristiani?  

In Eritrea tutte le comunità cristiane sono afflitte dalla persecuzione, anche se l’intensità e le fonti di persecuzione possono variare. Arresti e sparizioni forzate sono molto comuni tra i cristiani che vengono anche costretti ad arruolarsi nell’esercito. In particolar modo i protestanti devono affrontare seri problemi nell’accedere alle risorse comunitarie, soprattutto ai servizi sociali forniti dallo Stato.
I membri delle comunità protestanti non tradizionali subiscono le persecuzioni peggiori sia da parte del governo, sia da parte della Chiesa Ortodossa Eritrea, mentre i convertiti di origine musulmana  e quelli di origine ortodossa subiscono severi maltrattamenti da parte delle loro famiglie e comunità.
Le forze di sicurezza governative hanno eseguito molte incursioni e arrestato centinaia di cristiani. Alcune chiese e altri edifici cristiani sono stati danneggiati o confiscati.  L’estrema pressione e la violenza perpetrata dallo Stato stanno costringendo molti cristiani ad abbandonare il paese.  

Esempi  

  • La pressione da parte della chiesa ortodossa deriva in parte dalle differenze teologiche, ma ha anche radici storiche. La salda e ben organizzata Chiesa Ortodossa Eritrea tende a disprezzare ogni altro tipo di cristianesimo. I responsabili ritengono che l’Eritrea sia la casa della chiesa ortodossa ed è quest’ultima, quindi, a definire la storia cristiana del paese. Tutte le altre denominazioni – in particolare quella pentecostale – non vengono pertanto riconosciute.  
  • Nel periodo preso in esame dalla WWL 2018, una madre cristiana è morta in prigione. 
  • Nel periodo preso in esame dalla WWL 2018, le forze di sicurezza governative hanno eseguito numerose incursioni nelle case in cui si riunivano i cristiani, arrestandone a centinaia. Questi cristiani sono stati detenuti in condizioni miserabili, alcuni sono stati tenuti in container a temperature roventi.  
  • Nel corso degli anni migliaia di cristiani sono stati arrestati e imprigionati, alcuni di questi sono ancora in carcere dopo 11 anni di reclusione. La stazione di polizia di Asmara,  Mai Sirwa, Adi Abieto (nuovo per la detenzione dei cristiani), Keren (nuovo), Assab, Hashferai, Barentu, Mai Idaga, Alla (nuovo) sono solo alcune delle prigioni. Molti detenuti sono costretti a lavorare duramente nei campi di fiori destinati alla vendita. Alcuni dei cristiani più noti che sono reclusi da più di dieci anni sono: Haile Naigzhi, responsabile dell’Eritrea’s Full Gospel Church (arrestato nel 2004); Kiflu Gebremeskel, fondatore e pastore della Southwest Full Gospel Church (arrestato nel 2004); Million Gebreselasie, medico e pastore della Massawa Rhema Church (arrestato nel 2004); Tekleab Menghisteab, medico e sacerdote (arrestato nel 2004); Gebremedhin Gebregiorsis, sacerdote (arrestato nel novembre del 2004); Kidane Weldou, pastore della Full Gospel Church (scomparso nel 2005 ma si sospetta sia stato imprigionato); e Abune Antonios, patriarca ortodosso eritreo (agli arresti domiciliari dal 2007).  

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa in Eritrea 

Dalla fine degli anni 90, Porte Aperte/Open Doors rafforza i cristiani in Eritrea per mezzo di collaborazioni strategiche con la chiesa locale. Porte Aperte/Open Doors incoraggia i cristiani nella regione per mezzo delle seguenti attività:  

  • Rendendo consapevoli i cristiani italiani delle sfide dei cristiani in Eritrea e generando sostegno in preghiera 
  • Promuovendo il coinvolgimento dei cristiani italiani in favore della Chiesa eritrea  
  • Assistenza pratica ai cristiani perseguitati.   

Come il corpo di Cristo può pregare per l’Eritrea 

  • Un’enorme pressione viene esercitata dal presidente Isaias Afewerki e dal suo governo. Pregate affinché il presidente e il suo governo giungano alla conoscenza della verità in Cristo. Pregate che Dio intervenga in Eritrea. Pregate affinché anche la chiesa locale possa pregare per il bene del proprio governo. 
  • Migliaia di cristiani sono stati arrestati e detenuti nel corso degli anni, alcuni di loro sono in prigione da oltre 10 anni, pregate affinché possano resistere nelle orribili condizioni in cui vivono e nonostante tutto possano essere una luce per i loro aguzzini. 
  • Pregate per coloro che ricoprono i ruoli lasciati vacanti dai leader di chiesa detenuti. Pregate affiché il Signore li renda capaci di ammaestrare la chiesa locale in mezzo a tante difficoltà. 
  • Pregate affinché lo Spirito Santo dia conforto ai profughi eritrei che hanno lasciato il paese a causa dell’elevata violenza e persecuzione.