Iran: Lo Stato spinge i cristiani all’illegalità

NELLA FOTO: Saghar, cristiana iraniana (video in fondo all'articolo)

Iran: Lo Stato spinge i cristiani all’illegalità

La scorsa settimana, altri cinque cristiani ex-musulmani iraniani sono stati arrestati dalle autorità a motivo della loro fede.

La nostra missione, insieme ad altre nove organizzazioni internazionali cristiane, si è quindi mossa interpellando l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, nella persona di Michelle Bachelet, sollecitando un intervento in favore dei cristiani privi di un luogo dove riunirsi per le celebrazioni religiose.

Attualmente, infatti, solo quattro chiese in lingua persiana (farsi) sono operanti nell’intero Paese. Chi non frequenta tali chiese, è costretto a riunirsi segretamente nelle case. Il governo non vede di buon occhio che il Vangelo venga condiviso nella lingua parlata dal 90% della popolazione, per questo, le poche chiese attive, non sono autorizzate ad accettare visitatori e gli incontri sono strettamente controllati.

Lo Stato sta prendendo provvedimenti severi contro i cristiani che si incontrano in privato, considerandolo un atto “dannoso per la sicurezza nazionale”. Non sono rare retate, arresti, multe, molestie e reclusione.

Tali misure, però, violano l’articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti umani, sottoscritta anche dal governo iraniano, che descrive il diritto alla libertà di religione o di credo.

L’Iran si trova attualmente alla posizione numero 8 della World Watch List 2021

Iran
Leader
Guida suprema Ali Khamenei
Popolazione
83.587.000
Cristiani
800.000
Religione principale
Islam
Governo
Repubblica teocratica

Livello di persecuzione

Violenza
10.6
Vita di chiesa
16.5
Vita civile
15.7
Vita sociale
13.9
Vita famiglia
14.5
Vita privata
14.5