NELLA FOTO: Pastore Sale davanti alla chiesa, distrutta da Boko Haram nel nord-est della Nigeria.

 

26 luglio 2009 – Uno scontro armato tra i seguaci del predicatore musulmano Muhammed Yusuf e le forze di sicurezza di Maiduguri, capitale dello stato di Borno, in Nigeria, ha causato la morte di circa 750 militanti di Boko Haram, tra cui lo stesso Yusuf. Da quel momento c’è stata un’escalation di violenza.
La morte di Yusuf è stata considerata una specie di martirio per la fede islamica e ha generato l’interesse di molti giovani musulmani radicali che, in breve tempo, sono accorsi tra le fila e dato vigore al gruppo terroristico Boko Haram, per combattere gli “infedeli” e costringere alla fuga decine di migliaia di cristiani del nord-est del Paese.

14 aprile 2014 – La notorietà di Boko Haram viene rafforzata dal rapimento delle studentesse, per lo più cristiane, della Scuola Statale Secondaria di Chibok, un villaggio a nord-est del Paese. Quella notte, 7 grossi pick-up con a bordo uomini armati, irrompono nei dormitori della scuola scatenando il panico e rapendo decine di ragazze. 252 è il numero totale delle studentesse catturate: 100 di loro risultano ancora oggi disperse.

Marzo 2015 – Il leader di Boko Haram Abubakar Shekau viene messo in discussione, così, nel corso del 2016, Abu Mus’ab al-Barnawi, figlio di Muhammed Yusuf, fondatore del gruppo terroristico, viene nominato leader del nascente ISWAP (Stato islamico della provincia dell’Africa Occidentale), fazione di Boko Haram appoggiata dal mediorientale ISIS.

19 febbraio 2018 – L’ISWAP, rapisce Leah Sharibu e altre 103 studentesse della Scuola Secondaria di Dapchi. Qualche settimana dopo, le 103 ragazze vengono rilasciate mentre Leah, rifiutatasi di rinunciare alla fede in Cristo, viene trattenuta. Oggi manca ancora all’appello.



26 luglio 2019 – A 10 anni dalla nascita del gruppo terroristico Boko Haram, l’ISWAP è ora la più grande presenza dello Stato islamico al di fuori del Medio Oriente. Si stima che siano più di 3.000 i suoi combattenti e che, nonostante i funzionari nigeriani ne abbiano più volte dichiarata la sconfitta, la loro ferocia abbia causato più di 7 milioni di vittime tra sfollati interni e persone che oggi dipendono da aiuti umanitari.

Mentre l’intolleranza e la violenza di Boko Haram si diffonde anche al di fuori dei confini nigeriani, arrivando ai vicini Ciad, Niger e Camerun, Porte Aperte/Open Doors è impegnata nel fornire cibo, medicine, supporto per la cura dei traumi e seminari di preparazione alla persecuzione ai cristiani colpiti. Prega per questa difficile situazione.