Kenya
Leader
Presidente Uhuru Kenyatta
Popolazione
53.492.000
Cristiani
43.991.000
Religione principale
Cristianesimo
Governo
Repubblica presidenziale

Livello di persecuzione

Violenza
12.8
Vita di chiesa
10.3
Vita civile
8
Vita sociale
10.5
Vita famiglia
9.2
Vita privata
11.7

Kenya

Fonti di persecuzione (elencate in ordine di intensità):

  • Oppressione islamica (molto forte)
  • antagonismo etnico (media)
  • crimine organizzato e corruzoine (media)

Che aspetto ha la persecuzione in Kenya?

In Kenya il cristianesimo è la religione principale ma ciò non ha fermato l’avanzamento della persecuzione. In particolare, i cristiani ex musulmani delle zone del nord e della costa vivono sotto la costante minaccia di attacchi, provenienti perfino dai loro parenti più stretti. La nostra ricerca sul campo ha rilevato che i cristiani sono stati attaccati e costretti ad abbandonare i propri villaggi, e che i gruppi estremisti islamici e quelli di al-Shabaab si sono infiltrati nella popolazione per monitorare le attività dei credenti in quelle aree.

Il crimine organizzato, d’altro canto, rappresenta un problema grave: gli ufficiali corrotti spesso non prendono provvedimenti contro i persecutori, aumentando così il rischio di ulteriori episodi ai danni dei cristiani.

Per i credenti kenioti la vita quotidiana è densa di pressioni sia sul piano privato sia su quello sociale. In alcune regioni come il nord-est, dove al-Shabaab costituisce una minaccia concreta, la vita di chiesa è complicata e intrisa di minacce e violenza.

In che modo le donne sperimentano la persecuzione

Nelle regioni a maggioranza musulmana del Kenya, le donne e le ragazze cristiane subiscono molteplici forme di persecuzione. Sebbene l’uguaglianza di genere sia radicata nella costituzione keniota, le pratiche culturali di certe tribù (come i riti funebri, i matrimoni in gipovane età e la poligamia) espongono le donne cristiane ad un maggior pericolo laddove si oppongano a queste usanze.

Nelle regioni settentrionali è più frequente che le ragazze e le donne credenti sperimentino l’abuso verbale e il rifiuto sociale; inoltre, le cristiane riferiscono di dover essere molto prudenti per non esporsi al rischio di essere avvicinate e stuprate dai membri della comunità musulmana. Le insegnanti cristiane che lavorano nelle zone islamiche riferiscono delle continue molestie da parte degli studenti maschi e degli altri uomini della società. Se scoperte da al-Shabaab, le donne cristiane rischiano la morte. Le convertite di origine musulmana corrono il pericolo di vedersi private della custodia dei propri figli, di essere forzate al matrimonio o costrette al divorzio. Episodi simili accadono meno facilmente laddove lo status sociale delle donne e il loro livello educativo siano sufficientemente alti.

In circostanze estreme, alcune cristiane delle zone settentrionali sono state rapite dai combattenti di al-Shabaab, obbligate a prostituirsi o a contrarre matrimoni. Secondo quanto riferito, alle donne rapite venivano dati dei contraccettivi così da poter essere abusate continuamente senza rimanere incinte. A chi fra loro avesse accettato di convertirsi all’islam e di sposare uno dei combattenti, invece, sarebbe stato permesso di avere dei figli.

In che modo gli uomini sperimentano la persecuzione

Sono i ragazzi e gli uomini cristiani della regione nord-orientale a correre i rischi maggiori, ovvero le aggressioni fisiche e le esecuzioni da parte degli estremisti islamici e di al-Shabaab. Negli scorsi attacchi ai villaggi cristiani soltanto gli uomini sono stati uccisi; inoltre, gli uomini e i ragazzi che si oppongono alle pratiche culturali di alcune tribù (riti funebri, mutilazioni genitali, matrimoni in giovane età e poligamia) sperimentano vari gradi di persecuzione. Le loro famiglie non sono accettate all’interno della comunità perché considerate “maledette” e gli uomini, nel caso in cui abbiano optato per la circoncisione in ospedale, vengono additati come uomini privi di virilità nonché di dignità.

La parola a “Ninka”

“Sono grato a Porte Aperte. Ho ricevuto mais, riso, legumi, olio, cipolle e pomodori. Dio vi benedica”.

Cosa è cambiato quest’anno?

La situazione dei cristiani in Kenya è rimasta tremenda negli ultimi tre anni: mentre il paese ha perso cinque posizioni rispetto alla WWL del 2020, la violenza è aumentata esponenzialmente, riflettendo un generale peggioramento della situazione dei paesi dell’elenco piuttosto che un effettivo miglioramento della situazione in Kenya.

Chi è più vulnerabile alla persecuzione?

I cristiani che abitano nella parte nord-orientale del paese e nelle zone limitrofe sono costretti a convivere con la paura di trovarsi in qualunque momento nel mirino degli estremisti. I punti roventi in cui si sono concentrate le azioni di al-Shabaab includono Mombasa, Mandera, Garissa, Wajir, Kamu e Tana River: in queste aree, molti informatori locali riportano di attacchi organizzati alle chiese e ai cristiani. Come risultato, molti credenti hanno scelto di trasferirsi da queste zone verso il centro del paese.

In che modo Porte Aperte aiuta i cristiani in Kenya?

Porte Aperte è stata presente e ha lavorato a fianco dei partner locali e delle chiese fin dai primi anni dopo il 2000: offriamo supporto alle chiese che si trovano nelle regioni costiere e lungo gli instabili confini delle zone dominate dall’islam. La maggior parte del nostro lavoro in queste zone ha avuto come obiettivo l’equipaggiamento della chiesa e, più di recente aiuto durante l’epidemia del COVID-19. I cristiani si trovano ad affrontare una crescente persecuzione e la nostra missione è vedere la chiesa locale pronta a discepolare nuovi credenti, equipaggiare i leader e aiutarli a restare saldi. Porte Aperte sta anche contribuendo al movimento evangelistico interculturale, al potenziamento economico, alla formazione dei leader e alla cura dei traumi.

Soggetti di preghiera

  • Pregate che la costante grazia del Signore ricopra i nuovi credenti del Kenya. Pregate che attraverso le prove e la persecuzione vedano la fedeltà del Signore che li protegge e che provvede ai loro bisogni. Pregate che il Signore, mediante il Suo Spirito, conceda loro gioia, pace e coraggio nelle sofferenze.
  • Pregate per i cristiani nella zona nord-orientale che affrontano minacce di attacchi mortali da al-Shabaab. Chiediamo a Dio di proteggerli, ripararli dalla violenza e dar loro quella pace che proviene da lui soltanto.
  • Pregate che la chiesa keniota sia equipaggiata e pronta a discepolare i credenti, a preparare leader devoti e a condividere efficacemente il Vangelo con i propri vicini, fortificando ed espandendo la chiesa globale per la gloria di Cristo.

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