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Eritrea
Leader
Presidente Isaias Afwerki
Popolazione
3.818.000
Cristiani
1.687.000
Religione principale
Islam
Governo
Repubblica presidenziale

Livello di persecuzione

Violenza
12.2
Vita di chiesa
15.9
Vita civile
15.9
Vita sociale
15.5
Vita famiglia
14.9
Vita privata
14.6

Eritrea

Sceso di 2 posizioni rispetto alla World Watch List 2024.

Fonti di persecuzione

Che aspetto ha la persecuzione in Eritrea

Il panorama della persecuzione in Eritrea è complesso. Sul fronte ecclesiastico, il governo riconosce solo la chiesa ortodossa eritrea (EOC), la chiesa cattolica e quella luterana, oltre all’islam. I convertiti dall’islam o dalla chiesa ortodossa al protestantesimo rischiano maltrattamenti gravi da parte delle loro famiglie e comunità. Le chiese non tradizionali subiscono le violazioni più gravi sia da parte del governo che dalla chiesa ortodossa eritrea. Da molti anni, le forze di sicurezza governative conducono raid casa per casa, arrestando centinaia di cristiani. In Eritrea, la vita quotidiana è pesantemente monitorata. Le telefonate e l’uso di Internet sono sotto costante sorveglianza. L’Eritrea è spesso definita la “Corea del Nord dell’Africa” a causa dell’estremo controllo statale. I cristiani, specialmente quelli non riconosciuti dallo Stato, soffrono maggiormente. Pressioni estreme, violenza approvata dallo Stato e coscrizione obbligatoria stanno spingendo alcuni cristiani a fuggire dal Paese. La coscrizione obbliga i giovani cristiani a un servizio militare indefinito, senza diritto all’obiezione di coscienza.

In che modo le donne sperimentano la persecuzione

In Eritrea, le donne cristiane affrontano intense pressioni sia da parte del governo che della società. Gli evangelici e i convertiti subiscono persecuzioni crescenti e pressioni sociali. Le convertite, specialmente nelle aree rurali, rischiano rapimenti e matrimoni forzati, spesso con uomini musulmani, che le costringono a convertirsi all’islam. Le famiglie possono isolare le convertite – questo causa loro stress psicologico –  o cacciarle di casa. A differenza di molti altri Paesi, l’Eritrea richiede alle donne di sottoporsi all’addestramento militare e prestare servizio di leva. Qui possono subire violenze connesse al loro genere. Per sfuggire a tale realtà, molte donne fuggono dalla nazione. Nella famigerata rete di prigioni segrete e centri di detenzione eritrei, donne e ragazze cristiane sono vulnerabili a stupri e violenze sessuali, e spesso non possono denunciare tali abusi. Le famiglie di donne detenute o fuggite soffrono anch’esse, subendo atti punitivi e difficoltà finanziarie. Le donne eritree non possono viaggiare legalmente senza certificati di battesimo, una disposizione che prende di mira le credenti pentecostali che non praticano il battesimo infantile. Questa legislazione emargina ulteriormente le donne cristiane.

In che modo gli uomini sperimentano la persecuzione

In Eritrea, gli uomini cristiani subiscono persecuzioni severe, in particolare attraverso la coscrizione militare obbligatoria. A causa dell’ambiente rigidamente controllato, molti giovani uomini lasciano il Paese. Nonostante gli accordi di pace, le truppe eritree rimangono attive nelle zone di conflitto, lasciando uomini e ragazzi cristiani vulnerabili. Sia uomini che donne affrontano arresti arbitrari e detenzioni a tempo indeterminato per aver partecipato a riunioni segrete in piccoli gruppi. I pastori (di solito uomini) sono particolarmente presi di mira. Subiscono molestie, prigionia e sorveglianza costante, rendendo difficile guidare le loro comunità. Questo genere di persecuzione si estende alle loro famiglie, causando difficoltà economiche e stigma sociale. I figli di pastori imprigionati spesso affrontano insulti e vengono etichettati come “Pente”, termine dispregiativo in Eritrea. Molti uomini arrestati sono stati forzatamente richiamati al servizio militare. Questo ha sconvolto  ulteriormente le loro vite e comunità.

La parola a Paulos (pseudonimo)

“Viviamo nella paura di chi sarà il prossimo ad essere arrestato. Sarà un altro fratello in Cristo? Sarò io? Ma dobbiamo continuare a camminare con Dio.”

Cos’è cambiato quest’anno

L’Eritrea è scesa di due posizioni nella classifica, ma mantiene lo stesso punteggio della World Watch List dello scorso anno. In breve, l’Eritrea non ha visto miglioramenti; sono solo peggiorati i Paesi che occupano le posizione sopra di lei. La nazione rimane uno dei luoghi più pericolosi al mondo per i seguaci di Cristo. Non ci sono stati cambiamenti significativi. Quest’anno c’è stato un altro arresto di massa di cristiani. L’Eritrea si è ulteriormente isolata sulla scena internazionale, e tale isolamento crescente significa che la situazione per i cristiani in Eritrea continuerà probabilmente a essere difficile… e ignorata.

Chi è più vulnerabile alla persecuzione

I cristiani che si convertono dall’islam (e, in misura minore, lasciano la chiesa ortodossa per il mondo protestante) affrontano le maggiori pressioni da parte di famiglie e comunità. Ma tutti i cristiani in Eritrea subiscono un’intensa sorveglianza da parte del governo, rischiando arresti e detenzioni a tempo indeterminato. Le aree a rischio di estremismo islamico sono quelle delle pianure, sia occidentali che orientali.

In che modo Porte Aperte aiuta i cristiani in Eritrea

Porte Aperte collabora con chiese partner locali in Eritrea per fornire progetti di sviluppo socioeconomico, corsi di discepolato e di resistenza alla persecuzione.

Soggetti di preghiera

  • Quest’anno si è verificato un altro arresto di massa di cristiani. Prega affinché questi credenti – e altri come loro – vengano liberati.
  • Prega per i credenti obbligati a prestare servizio militare contro la loro volontà. Chiedi a Dio di proteggerli e guidarli a vivere la loro fede.
  • Prega per le famiglie di coloro che sono stati arrestati. I bambini crescono senza conoscere i loro genitori. Chiedi a Dio di provvedere a tutti i loro bisogni.
  • L’Eritrea ha una delle reti carcerarie più famigerate al mondo. Prega per i credenti incarcerati…affinché non perdano la speranza. E prega per la loro immediata liberazione.

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