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Giordania
Leader
Re Abdallah II
Popolazione
11.385.000
Cristiani
170.000 (secondo stime di OD)
Religione principale
Islam
Governo
Monarchia costituzionale parlamentare

Livello di persecuzione

Violenza
2.2
Vita di chiesa
12.8
Vita civile
12.4
Vita sociale
10.5
Vita famiglia
14.2
Vita privata
12.9

Giordania

Sceso di 2 posizioni rispetto alla World Watch List 2024.

Fonti di persecuzione

Che aspetto ha la persecuzione in Giordania

La maggior parte dei cristiani in Giordania appartiene a chiese ortodosse o cattoliche romane e gode di un livello significativo di libertà religiosa. Tuttavia, possono affrontare discriminazioni lavorative e restrizioni in merito alla predicazione pubblica. I convertiti dall’islam rischiano pestaggi, arresti e, in alcuni casi, la morte se condividono apertamente la loro fede. I cristiani coinvolti nell’evangelizzazione o nell’aiutare i convertiti affrontano spesso minacce e ostacoli quotidiani. Rispetto ad altri paesi del Medioriente, i cristiani in Giordania vivono in relativa sicurezza sotto la guida del re Abdallah II, che tollera e, in una certa misura, supporta le chiese riconosciute. Tuttavia, lo Stato monitora le comunità cristiane e può molestare le chiese non riconosciute, specialmente quelle coinvolte nel lavoro missionario. Nonostante l’immagine della Giordania come nazione tollerante, i sunniti radicalizzati e i jihadisti che fanno ritorno nella nazione rappresentano una minaccia per i cristiani.

In che modo le donne sperimentano la persecuzione

In Giordania, le donne convertite dall’islam sono più vulnerabili alla persecuzione, specialmente le rifugiate. Spesso subiscono abusi verbali, isolamento e molestie sessuali da parte dei membri della famiglia. Alle convertite può essere impedito dal frequentare altri cristiani, per evitare di portare vergogna alle loro famiglie. I matrimoni combinati sono comuni, ma le donne convertite affrontano anche la minaccia di matrimoni forzati per ripristinare l’onore familiare. Gli omicidi d’onore, sebbene punibili, rimangono un rischio nelle aree rurali. Le donne convertite in Giordania non possono ufficialmente sposare uomini cristiani, e i matrimoni all’estero non sono riconosciuti. Quelle sposate con mariti non cristiani rischiano molestie e abusi verbali. Inoltre, possono affrontare restrizioni sui viaggi imposte dalle autorità o dai familiari, con violazioni che possono portare a casi giudiziari. Secondo la legge islamica che regola il diritto familiare, le donne convertite rischiano di perdere la tutela dei figli. L’atteggiamento della famiglia verso il coniuge non cristiano è cruciale. Le chiese riconosciute stanno lavorando per migliorare i diritti delle donne riguardo al divorzio e all’eredità. Progressi sono stati fatti attraverso un progetto di legge in favore di uguali diritti in materia di eredità, in favore dei cristiani, ma la sharia continua ad essere applicata ancora ai convertiti. Tutte le donne cristiane affrontano pressioni per aderire a un determinato codice di abbigliamento, specialmente al di fuori delle grandi città come Amman, e sono a rischio di molestie sessuali in pubblico.

In che modo gli uomini sperimentano la persecuzione

In Giordania, gli uomini cristiani, specialmente i convertiti, affrontano una pressione significativa a causa della loro fede. La discriminazione lavorativa è comune, in particolare per i convertiti dall’islam. Gli alti tassi di disoccupazione aumentano lo stress, perché perdere il lavoro a causa della propria fede può causare difficoltà economiche per l’intera famiglia. Nella società tradizionale giordana, gli uomini sono visti come i principali sostenitori economici della famiglia, rendendo questa pressione ancora più intensa. Secondo la sharia, i matrimoni tra donne musulmane e uomini non musulmani sono proibiti, a meno che l’uomo non si converta all’islam. Ciò rende impossibile un matrimonio legale tra un cristiano non convertito e una cristiana convertita dall’islam. Se una moglie cristiana si converte all’islam, anche il marito dovrà farlo per mantenere legale il matrimonio. I convertiti affrontano rifiuti e espulsioni dalle loro famiglie, insieme a pressioni psicologiche e violenze fisiche. Possono anche perdere i diritti legali e le proprietà. Le autorità statali esercitano pressioni sugli uomini convertiti, spesso interrogandoli e chiedendo informazioni su altri cristiani. Pastori e leader coinvolti nel ministero verso ex musulmani sono presi di mira e possono ricevere minacce di morte dalle famiglie dei convertiti.

Cosa è cambiato quest’anno

Nonostante non vi siano stati cambiamenti significativi nel modo in cui i cristiani vengono trattati in Giordania, molti stanno considerando di lasciare il Paese a causa di preoccupazioni in merito alla stabilità politica e per gravi problemi economici. Questo è emerso maggiormente dopo il conflitto scoppiato tra Israele e Gaza, che ha ulteriormente aggravato l’economia giordana. Nel frattempo, si registra una tendenza verso un maggiore conservatorismo islamico e un crescente sostegno ad Hamas, in gran parte dovuto al bilancio di morti civili a Gaza. Questo atteggiamento ha dato il via a boicottaggi diffusi di marchi internazionali e a una maggiore visibilità dell’islam. Alcuni individui si sono distanziati dai cristiani, in parte a causa della loro neutralità nei confronti di Israele. Lo Stato continua a monitorare tutte le comunità cristiane; le chiese non riconosciute affrontano molestie, specialmente quelle coinvolte nel lavoro missionario. Alcuni convertiti dall’islam continuano a subire pressioni significative.

Chi è più vulnerabile alla persecuzione

Il livello di persecuzione in Giordania è generalmente lo stesso in tutto il Paese, sebbene il controllo sociale sia probabilmente maggiore nelle aree rurali. Il sud della nazione è noto per essere più conservatore e islamico.

In che modo Porte Aperte aiuta i cristiani in Giordania

Porte Aperte supporta la chiesa in Giordania attraverso partner e chiese locali. Vengono fornite formazione, soccorso e riabilitazione. Viene anche richiesto sostegno in preghiera per i cristiani.

Soggetti di preghiera

  • Ringrazia Dio che molti cristiani in Giordania sono liberi di adorare. Chiedi al Signore di rendere il loro culto un segno di luce e speranza per l’intera regione.
  • Prega per i convertiti dall’islam nella nazione. A causa della loro fede possono diventare oggetti di abusi e attacchi.
  • Chiedi a Dio di benedire la monarchia giordana e di aiutarla a vedere la speranza di Gesù nelle vite dei credenti giordani.

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