Iraq
Livello di persecuzione
Violenza
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Vita famiglia
Vita privataIraq
Sceso di 1 posizione rispetto alla World Watch List 2025.
Fonti di persecuzione





Che aspetto ha la persecuzione in Iraq?
Le chiese storiche ed evangeliche in Iraq affrontano minacce di violenza, intolleranza e discriminazione, soprattutto da parte di estremisti islamici, leader non cristiani e agenzie governative. I cristiani iracheni, che si convertono dall’islam, affrontano pressioni da parte delle famiglie e della società e rischiano di subire atti di violenza e la perdita di diritti. La principale pressione sui cristiani iracheni proviene dalle milizie sciite, sostenute dall’Iran. Le operazioni militari, turche e iraniane nel Kurdistan iracheno, mirate a colpire il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), hanno gravemente danneggiato i villaggi cristiani, costringendo così molti credenti a lasciare le loro abitazioni. Nell’aprile 2025, durante una parata del Capodanno assiro, un sostenitore dello Stato Islamico ha condotto un attacco che ha ferito due cristiani. I cristiani continuano a segnalare sequestri delle loro proprietà da parte di influenti gruppi politici, economici e sociali. Un problema che il governo iracheno fatica a risolvere, da ormai oltre due decenni. Inoltre, tre convertiti cristiani ex musulmani sono stati uccisi a causa della loro fede durante il periodo di riferimento della WWList.
In che modo le donne sperimentano la persecuzione
In alcune parti dell’Iraq, le donne e le ragazze cristiane indossano il velo per motivi di sicurezza, dato chi ne è sprovvista rischia molestie o lapidazioni pubbliche. C’è un’impunità generale per gli attacchi contro i cristiani; che si tratti di rapimenti, stupri o abusi sessuali. Le convertite dall’islam possono andare incontro a segregazione domestica, percosse, matrimoni forzati, molestie sessuali e persino delitti d’onore. Nel gennaio 2025, il parlamento iracheno ha approvato una legge che consente, alle autorità religiose, di determinare le questioni relative allo status personale, permettendo di fatto il matrimonio di bambine di appena nove anni. Le ragazze cristiane possono anche essere adescate da uomini musulmani che le molestano, costringendole al matrimonio.
In che modo gli uomini sperimentano la persecuzione
Gli uomini cristiani, soprattutto quelli provenienti da contesti musulmani, spesso affrontano discriminazioni lavorative, in particolare nel settore pubblico. Possono subire pressioni per lasciare il proprio lavoro, avere difficoltà per trovarne uno o essere sfruttati. Essendo spesso i principali sostenitori economici della famiglia, la perdita del lavoro influisce sull’intero nucleo familiare. I convertiti dall’islam sono particolarmente esposti alle violazioni. In una cultura che valorizza l’onore, rischiano di essere ripudiati dalle famiglie, minacciati o uccisi. Gli uomini cristiani, indipendentemente dalla loro provenienza, affrontano anche minacce da parte di militanti islamici violenti. Questi pericoli possono indurre gli uomini a lasciare il Paese. Scelta che impatta le famiglie, indebolisce le chiese locali e riduce il numero dei potenziali responsabili di chiese.
La parola a Yasin (pseudonimo)
“Un mattino di giugno, mi sono svegliato e, fuori casa, ho trovato un altro biglietto minaccioso: ‘Smetti di fare quello che stai facendo, o ti uccideremo.'” – Yasin, cristiano ex musulmano.
Cosa è cambiato quest’anno?
La persecuzione dei cristiani in Iraq rimane simile a quella dello scorso anno. In breve, i cristiani lottano per seguire Gesù apertamente e liberamente. A causa delle continue sfide alla rappresentanza politica, nel febbraio 2025 alcuni gruppi cristiani storici hanno chiesto il ritiro delle milizie e diritti di voto speciali per aiutare a proteggere le minoranze religiose. Quest’anno si sono verificati alcuni episodi di violenza contro i cristiani, in particolare contro i convertiti dall’islam. Si riscontrano anche difficoltà persistenti, poiché la comunità cristiana deve fare i conti con la drastica riduzione del numero di credenti da quando lo Stato Islamico (ISIS) ha occupato parti del Paese.
Chi è più vulnerabile alla persecuzione?
Le chiese subiscono violazioni da parte di estremisti islamici e leader non cristiani, oltre alle discriminazioni governative. Nell’Iraq centrale e meridionale, i cristiani spesso nascondono i propri simboli religiosi, come la croce, per evitare molestie ai posti di blocco, nelle università, nei luoghi di lavoro o negli edifici governativi. I cristiani che si palesano come tali rischiano di essere presi di mira mediante le leggi sulla blasfemia, usate contro chi è sospettato di evangelizzazione. I gruppi evangelici non sono riconosciuti e non godono del riconoscimento giuridico che consente loro di istituire scuole bibliche o registrare organizzazioni di supporto straniere. I convertiti dall’islam affrontano forti pressioni da parte delle famiglie e spesso nascondono la loro fede per evitare minacce da parte di parenti, leader tribali e società. Anche cambiare la chiesa di appartenenza, come il passaggio da quella ortodossa a quella evangelica, può portare alla perdita di diritti o al licenziamento.
In che modo Porte Aperte aiuta i cristiani in Iraq
In collaborazione con partner locali e chiese, Porte Aperte sostiene la chiesa in Iraq attraverso ministero di presenza, formazione, distribuzione di Bibbie e letteratura cristiana, supporto nella preghiera, aiuti di emergenza e programmi di sviluppo socioeconomico.
Soggetti di preghiera
- In Iraq, convertirsi al cristianesimo dall’islam può avere conseguenze terribili. Chiedi a Dio di proteggere questi credenti dal male e di aiutarli a sapere che non sono soli.
- La chiesa in Iraq sta ancora cercando di ristabilirsi, dopo quasi un decennio in cui i militanti dello Stato Islamico hanno inflitto traumi a tutte le generazioni. Prega che i credenti possano essere sale e luce e che Dio benedica coloro che sono chiamati a restare.
- Nell’aprile 2025, un uomo legato all’IS ha attaccato alcuni cristiani; un chiaro promemoria che l’estremismo islamico è ancora vivo nella nazione. Prega per chi è sopravvissuto e che le radici di questo odio siano trasformate dall’amore travolgente di Gesù.
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