Sudan
Livello di persecuzione
Violenza
Vita di chiesa
Vita civile
Vita sociale
Vita famiglia
Vita privataSudan
Salito di 1 posizione rispetto alla World Watch List 2025.
Fonti di persecuzione




Che aspetto ha la persecuzione in Sudan?
La situazione per i cristiani in Sudan è difficile da tanto tempo, ma attualmente la comunità cristiana sta attraversando una crisi grave e crescente, con sfollamenti di massa. Questa realtà è la conseguenza del colpo di stato militare del 2021 e della brutale guerra civile iniziata nel 2023. Il governo ha reintegrato figure oppressive, ripristinato crudeli ‘politiche di moralità’ e sta usando vecchie leggi islamiche per giustificare conversioni forzate o punizioni fisiche. Tali atti hanno completamente annullato i progressi in merito alla libertà religiosa ottenuti dopo la caduta del regime oppressivo di al-Bashir, nel 2021. Molti edifici ecclesiastici sono stati bombardati, occupati e usati come basi dalle milizie e dai gruppi radicali. I cristiani affrontano discriminazioni intense ovunque – nei tribunali, sul lavoro e nelle scuole. I convertiti dall’islam vivono in costante paura e affrontano minacce gravi, tra cui isolamento sociale, violenza da parte delle milizie e rifiuto da parte delle famiglie. Le comunità cristiane storiche subiscono chiusure forzate delle chiese, dinieghi di registrazione e persino distruzione degli edifici. I leader religiosi e gli espatriati sperimentano sempre più arresti arbitrari e detenzioni a causa del conflitto in corso.
In che modo le donne sperimentano la persecuzione
Le donne cristiane, soprattutto le convertite, affrontano isolamento sociale, perdita di eredità, discriminazione legale, violenza domestica e trattamenti psichiatrici forzati. Il conflitto in corso dal 2023 ha trasformato la violenza sessuale in un’arma. Le Forze di Supporto Rapido (RSF) e le milizie alleate hanno stuprato donne e ragazze, rapito alcune donne per chiedere dei riscatti e preso di mira le donne cristiane per la schiavitù sessuale in aree come lo Stato di Gezira. Dal colpo di stato del 2021, le riforme a favore dei diritti delle donne sono state annullate, e le donne cristiane restano profondamente vulnerabili.
In che modo gli uomini sperimentano la persecuzione
Dal mese di aprile 2023, la guerra civile in Sudan ha aggravato la crisi umanitaria, rendendo milioni di persone sfollate, affamate e senza risorse. In mezzo a questa instabilità, gli uomini cristiani – soprattutto i responsabili di chiesa – vengono presi di mira da molestie da parte del governo, sono sorvegliati e falsamente accusati di terrorismo. I convertiti maschi affrontano percosse, prigionia e rifiuto da parte delle famiglie. Uomini e ragazzi vengono anche rapiti o uccisi dalle Forze di Supporto Rapido e dalle milizie alleate, lasciando le loro famiglie esposte a gravi difficoltà economiche, a saccheggi e a violenza sessuale. In Sudan gli uomini sono le principali figure di sostentamento economico delle famiglie; quindi, gli uomini cristiani vivono sotto minaccia costante, subendo violenza, umiliazioni e paura.
La parola a Rafat
“Non sappiamo come sarà il nuovo Sudan dopo la guerra, ma penso che questo sia il momento per la chiesa di alzarsi in piedi per [i nostri] diritti, per garantire che abbiamo un posto e una voce.” – Rafat Samir, responsabile di chiesa e presidente del Consiglio della Comunità Evangelica per il Sudan.
Cosa è cambiato quest’anno?
Il Sudan è salito di una posizione nella World Watch List. I cristiani in Sudan vivono nel silenzio e nella paura crescente, principalmente a causa della guerra civile in corso. A marzo 2025, la Commissione USA sulla Libertà Religiosa Internazionale ha riferito che la guerra civile in Sudan ‘colpisce in modo particolare le popolazioni religiose vulnerabili’. Sono aumentate le conversioni forzate all’islam e le punizioni fisiche per chi rifiuta di convertirsi. La guerra civile ha creato un vuoto di legalità in cui le milizie legate a entrambe le fazioni si sentono incoraggiate a perseguitare i cristiani senza timore di conseguenze. Gli attacchi erano comuni nelle aree rurali, ma ora avvengono anche nelle città dove esistono chiese già consolidate. I leader militari hanno intensificato la violenza contro i cristiani, dipingendo i credenti come agenti occidentali in mezzo alla retorica antioccidentale. Il crimine organizzato è in aumento nelle zone in cui la legge non viene rispettata; i cristiani diventano frequentemente bersagli di estorsioni e violenze.
Chi è più vulnerabile alla persecuzione?
I convertiti al cristianesimo da contesti musulmani sono i più vulnerabili, sebbene tutti i cristiani affrontino discriminazioni; inclusi i credenti espatriati e coloro che appartengono alle comunità cristiane storiche. I convertiti subiscono le pressioni e le violenze più intense, affrontando minacce e pericoli da parte delle forze governative, dei gruppi militari rivali e delle loro comunità e famiglie.
In che modo Porte Aperte aiuta i cristiani in Sudan
La visione di Porte Aperte per il Sudan è quella di vedere una chiesa resiliente, che rimanga forte di fronte alla persecuzione e sia economicamente autonoma per sostenersi. Porte Aperte sostiene i credenti fornendo programmi di preparazione alla persecuzione, rafforzando il discepolato e facilitando l’emancipazione economica. (Nota: mentre pianifichiamo di continuare il nostro lavoro come previsto, durante le attuali minacce alla sicurezza, la risposta di emergenza per aiutare i cristiani a sopravvivere ha dovuto avere la priorità su tutte le altre attività.)
Soggetti di preghiera
- Mentre la brutale guerra civile in Sudan continua, chiedi a Dio di portare una risoluzione pacifica e aiutare la chiesa a essere artefice di pace in questo conflitto.
- Prega per i credenti che soffrono a causa della guerra civile e che sono stati costretti a fuggire, o che non hanno altra scelta se non restare nascosti. Chiedi a Dio di proteggerli.
- Prega che i cristiani in Sudan possano vivere con cautela, come sale e luce, mostrando che la pace di Gesù è la via migliore.
- Prega per il futuro della chiesa in Sudan e per la saggezza per i suoi responsabili. Anche se le fazioni in guerra dovessero raggiungere una risoluzione di pace, nessuna è favorevole alla chiesa.
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