Mali
Leader
Presidente Ibrahim Boubacar Keita
Popolazione
19.689.000
Cristiani
461.000
Religione principale
Islam
Governo
Repubblica semi-presidenziale

Livello di persecuzione

Violenza
13.7
Vita di chiesa
11.7
Vita civile
10
Vita sociale
12.8
Vita famiglia
8.2
Vita privata
9.2

Mali

I cristiani stanno sperimentando un aumento di violenza e di ostilità, soprattutto quelli che condividono apertamente la loro fede.

Fonti di persecuzione (elencate in ordine di intensità):

  • Oppressione islamica.
  • Antagonismo etnico.
  • Corruzione e crimine organizzato.

Perché i cristiani sono perseguitati in Mali?

Quando i gruppi radicali islamici presero il controllo della parte settentrionale del Paese, nel 2012, le chiese furono incendiate e i cristiani fuggirono. Alcuni cristiani e alcune comunità sono ritornate nella zona nord, con la protezione della polizia, ma vivono ancora sotto la minaccia di attacchi da parte dei militanti islamici. Le attività evangelistiche nella regione settentrionale sono alquanto pericolose e rischiano attacchi da parte di musulmani radicali. I missionari cristiani che operano in Mali vivono sotto la minaccia costante di essere sequestrati.

Per quale motivo il Mali ha cambiato posizione, all’interno della WWL?

La riduzione di 2 punti nel punteggio totale è dovuta alla difficoltà di distinzione tra la violenza su base religiosa rispetto quella su base etnica, anch’essa presente.

Numerosi altri Paesi, il cui punteggio è aumentato, hanno superato il Mali nella classifica.

Com’è la vita per i cristiani in Mali?

I cristiani stanno sperimentando un aumento di violenza e di ostilità, soprattutto quelli che condividono apertamente la loro fede. In particolar modo i credenti con un passato musulmano soffrono il trauma del rifiuto e dell’intimidazione da parte delle loro famiglie. Le regole tradizionali e culturali fanno sì che molte donne e ragazze cristiane siano soggette ad abusi sessuali, a matrimoni forzati, a matrimoni in giovanissima età e sia loro negata un’educazione moderna. Alcuni missionari rapiti sono tuttora tenuti in ostaggio.

Porte Aperte, come aiuta i cristiani in Mali?

Porte Aperte s’interessa alle sorti del Mali sin dal 2013, a seguito della ribellione dei Tuareg, dirottata da militanti islamici. In collaborazione con i cristiani locali, la visione di Porte Aperte è quella di far comprendere ai cristiani la persecuzione e indicargli come rispondere biblicamente.
Inoltre Porte Aperte si impegna affinché i leader di chiesa si occupino di fornire ai membri delle comunità discepolato biblico, affinché i pastori siano più educati a servire e i cristiani abbiano una visione cristiana anche degli aspetti economici. Inoltre vengono forniti servizi di:

  • consapevolezza della persecuzione e cura dei nuovi credenti.
  • discepolato e studio di altre religioni.
  • leader pronti al servizio.
  • emancipazione economica.

Come pregare per la nazione

Ringraziate il Signore per la presenza di cristiani in Mali. Ringraziate il Signore che il governo permetta la libertà di adorare e non tenti di limitare la libertà religiosa.

I cristiani sono ancora soggetti all’oppressione islamica. Le attività evangelistiche nella regione settentrionale sono particolarmente rischiose e potrebbero essere bersaglio dei musulmani radicali.
I missionari cristiani che operano in Mali vivono anch’essi sotto la costante minaccia di rapimento, alcuni di loro sono già stati sequestrati dai jihadisti. Pregateche i cristiani ricevano più grazia e coraggio nel portare avanti la missione in Mali.

I cristiani sono a volte bersaglio di bande criminali organizzate, che si sono alleate alle schiere dei ribelli. Pregare affinché ricevano saggezza e coraggio nel vivere la propria fede in queste circostanze.

In collaborazione con la comunità locale, Porte Aperte serve la vulnerabile chiesa del Mali fornendo Bibbie, educando pastori e credenti nei vari aspetti della vita e del ministero di cristiani e sostenendo economicamente i cristiani perseguitati. Pregare perché i collaboratori di Porte Aperte ricevano saggezza e protezione e perché i nostri sforzi siano di grande incoraggiamento per i credenti.

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