Il mio nome è Shahnaz. Ho 30 anni e ho conosciuto Cristo due anni fa. Sono nata in una famiglia musulmana. I miei genitori mi hanno insegnato che la religione perfetta è l’islam e io lo credevo. Crescendo, ho scelto di diventare una guida turistica e, a causa del mio lavoro, ho viaggiato in molti paesi stranieri. In uno di questi viaggi ho incontrato un pastore. Ho iniziato a parlare con lui, cercando di convincerlo a diventare musulmano. Avevo imparato che sarei andata in paradiso se avessi convertito un infedele. Ma è accaduto esattamente il contrario. Parlando con questo pastore e studiando di più l’islam, ho scoperto la verità. Un giorno partecipando ad una riunione in una comunità familiare ho donato la mia vita a Cristo.


Avevo tre paure riguardo a ciò che avrebbe comportato la mia conversione. La prima riguardava la mia famiglia, essendo molto religiosa non avrebbe accettato la mia conversione. La seconda era quella di essere respinta dalle mie amiche. La terza e per me più importante riguardava il mio matrimonio. In Iran è veramente importante per il ruolo delle donne nella società essere sposate. Ma come potevo sposare un uomo musulmano?


Solo pochi mesi dopo la mia conversione a Cristo la mia famiglia ha ricevuto alcune offerte di uomini che chiedevano la mia mano. Ho trovato delle scuse per rifiutarle tutte fino a quando mio padre ha trovato un uomo di nome Saeed, il figlio di uno dei suoi migliori amici. Un bravo ragazzo, con un buon lavoro. Non potevo trovare una scusa, ma ho detto a mio padre che non volevo sposarlo. Lui però mi ha rimproverato, mi ha detto che dovevo accettare e ha acconsentito al mio posto.


Sapevo che avrei avuto un sacco di problemi se avessi sposato un uomo musulmano, molto probabilmente non avrei avuto più la possibilità di andare in chiesa. Così sono andata a parlare con lui. Gli ho detto che sono cristiana e che lo avrei sposato solo se mi avesse permesso di andare in chiesa. Ma Saeed mi ha detto che due persone di diversa religione non possono vivere insieme e ha cancellato il nostro matrimonio.


Sono cristiana da due anni e sono ancora single. Quasi ogni settimana la mia famiglia mi fa pesare che non sono ancora sposata. Purtroppo però non conosco nessun cristiano che potrebbe diventare mio marito. La mia comunità familiare è molto piccola. Molte ragazze cristiane in Iran hanno questo stesso problema.


La mia preghiera è che un giorno in Iran si possa confessare liberamente la nostra fede. Che non ci si debba più nascondere e che ci si possa riunire in gruppi più grandi. Questo aiuterebbe anche a risolvere il problema dei matrimoni per i cristiani. Nel frattempo continuerò a chiedere a Dio di darmi un marito che condivida la mia fede.

Riportiamo la testimonianza di una giovane donna iraniana che, a causa della sua scelta di fede, trova difficoltà a coronare il suo desiderio di sposarsi. Ma continua a pregare perché la situazione in Iran possa cambiare e perché il Signore intervenga nella sua vita.