Il governo maldiviano rifiuta i passi in avanti verso la libertà religiosa, consigliate anche dall’UE. Convertirsi è illegale, così come ogni maldiviano deve essere musulmano per legge.

 

Le Maldive occupano il 13° posto della WWList, la lista dei primi 50 paesi dove più si perseguitano i cristiani. A settembre vi saranno nuove elezioni, ma i pochi cristiani vivono nel segreto, consapevoli di non essere accettati nel loro stesso paese.

Il governo maldiviano ha espressamente dichiarato all’Unione Europea che non prenderà in considerazione una modifica della Costituzione per permettere una libertà religiosa nella nazione, secondo quanto riporta un media locale. A quanto pare si tratta di una risposta a un report pubblicato dall’Unione Europea la scorsa settimana, nel quale si riporta che nessuna delle 22 raccomandazioni in materia di riforma elettorale sono state recepite nell’anno trascorso.

Il comunicato del governo maldiviano sostiene che l’UE ha trascurato nel suo report i progressi fatti dal piccolo arcipelago; al tempo stesso ha chiaramente affermato che non cambierà la costituzione perché: “La religione di Stato delle Maldive è l’islam e proprio l’islam deve essere la base di tutte le leggi del paese”.

Va detto che le Maldive è l’unico paese al mondo in cui per un maldiviano è illegale essere un non musulmano; le conversioni al cristianesimo sono proibite e di fatto il paese si autodefinisce al 100% musulmano. La verità è che il paese sembra regredire progressivamente in termini di libertà religiosa, e ad oggi per i cristiani maldiviani l’unica via per vivere la propria fede è nel segreto.