La violenza cresce in Nigeria e ora anche nei paesi confinanti. Mercoledì 2 settembre, un gruppo di uomini armati ha ucciso almeno 5 abitanti del villaggio Mainari, a 20 km da Maiduguri (capitale di Borno), prima di essere respinto dalle truppe governative. L’attacco segue a un altro incidente di lunedì 31 agosto quando, sospetti membri di Boko Haram a cavallo hanno ucciso almeno 24 persone in 2 diversi villaggi del nord-est. Questi attacchi si sono verificati prima di sabato 5 settembre quando il presidente della Nigeria Muhammadu Buhari ha festeggiato i primi 100 giorni di governo.


L’Istituto per gli Studi sulla Sicurezza (ISS) fa notare che da quando si è insediato Buhari, il 29 maggio 2015, Boko Haram ha intensificato i suoi attacchi in Nigeria nel tentativo di intimidire il nuovo presidente e forzargli la mano. Secondo i dati raccolti dall’ISS sui principali atti di terrorismo riportati in Africa, Boko Haram ha effettuato più di 200 attacchi fino al 31 agosto con oltre 5.000 morti nei 4 paesi attorno al bacino del lago Ciad (Nigeria, Camerun, Ciad e Niger). Da gennaio a maggio, prima che Buhari si fosse insediato, Boko Haram aveva effettuato 115 attacchi in tutti e 4 i paesi (una media mensile di 23 attacchi). Sotto il governo Buhari sono avvenuti 86 attacchi in 3 mesi (una media mensile di 27 attacchi). Sono stati registrati 3.466 decessi tra gennaio e maggio, con una media di 693 morti al mese, ora aumentata come vedete.


Un importante cambiamento nelle tattiche di Boko Haram nel corso degli ultimi 100 giorni sta nel maggior uso di attacchi suicidi (soprattutto ragazze adolescenti). Solo 19 attacchi suicidi hanno avuto luogo nei 5 mesi prima che fosse eletto Buhari, mentre almeno 33 si sono verificati negli ultimi 3 mesi. Boko Haram ha usato gli attacchi suicidi non solo per raggiungere obiettivi difficili, ma anche per infliggere perdite di massa.


L’ISS fa notare che, anche se ci sono cose da festeggiare, come i successi nella foresta Sambisa, questi successi creano la falsa impressione che Boko Haram sia stato reso inefficiente e sia sull’orlo della sconfitta. Solo qualche giorno fa, 2 attentati suicidi nella città di Kerawa (Cameroon settentrionale, al confine con la Nigeria), hanno provocato la morte di oltre 20 persone e il ferimento di 140. Sono numeri disturbanti, che chiariscono un’ulteriore escalation delle violenze dove i cristiani sono le vittime più ricercate.


Per favore continuare a pregare per le migliaia di persone che hanno perso i propri cari per mano di Boko Haram. Pregate per la Chiesa in queste circostanze che continui ad essere un luogo di speranza per le persone che hanno perso così tanto negli ultimi anni. Pregate per Porte Aperte che sappia aiutare con saggezza le chiese a resistere alle pressioni che devono affrontare nel nord-est della Nigeria e oltre.

Dall’elezione del presidente Buhari, cresce la violenza in Nigeria e nei paesi confinanti Camerun, Ciad e Niger. Dati allarmanti mostrano questa escalation. Preghiamo per la Nigeria!