Periodo preso in esame:

1 novembre 2017
31 ottobre 2018

Posizione nella WWL:

WWL 2016
Punti: 87 / Posizione: 6
WWL 2018
Punti: 87 / Posizione: 4
WWL 2017
Punti: 87 / Posizione: 5

Dati Generali

Leader: Omar Hasan Ahmad al-Bashir
Popolazione: 41.500.000
Cristiani: 1.900.000
Religione Principale: Islam
Governo: Repubblica presidenziale

Quali sono le cause di persecuzione prevalenti?

  • Oppressione islamica: Storicamente, l’Islam è profondamente radicato nella società sudanese e l’élite al potere mira a far rispettare un regime islamico nel paese. L’apostasia è criminalizzata e le leggi sulla blasfemia vengono utilizzate in tutto il paese per perseguire i cristiani. Il presidente ha ripetutamente affermato che il Sudan deve essere uno stato islamico e che non ci dovrebbe essere spazio per altre religioni da quando il Sudan meridionale ha dichiarato l’indipendenza.
  • Paranoia dittatoriale: Il Sudan è gestito da un regime autoritario da quando al-Bashir è salito al potere con un colpo di stato nel 1989. Il governo sta attuando rigorosamente la politica di una religione, una cultura e una lingua. Non c’è libertà di stampa e di espressione.
  • Corruzione e crimine organizzato: Il governo ha armato le milizie tribali utilizzandole per creare uno stato islamico a spese di altri gruppi religiosi del paese. Queste milizie sono state accusate di aver commesso violazioni dei diritti umani contro cittadini non arabi (compresi i cristiani). Secondo l’Indice di Percezione della Corruzione di Transparency International del 2017, il Sudan si è collocato al 175° posto su 180 paesi fra i peggiori per corruzione.

Chi provoca la persecuzione?

La persecuzione è promossa dal governo e dai musulmani radicali. A volte è sistematica e ricorda una politica di pulizia etnica. Sotto il governo autoritario del presidente al-Bashir e del suo partito, non esiste uno Stato di diritto; le leggi sulla stampa e sui media sono restrittive e la libertà di espressione è stata fortemente limitata. Nel suo World Press Freedom Index del 2018, Reporter senza frontiere ha dichiarato: “Le vessazioni ai media si sono intensificate all’inizio del 2018. Diciotto giornalisti, compresi corrispondenti di media stranieri, sono stati arrestati in gennaio mentre seguivano le proteste dell’opposizione. Una stazione radio indipendente è stata chiusa, e a due giornalisti è stato vietato di esercitare la loro professione per un anno”.

Quali conseguenze produce la persecuzione?

Il periodo di riferimento preso in esame dalla WWL 2019 è stato arduo per i cristiani sotto molti aspetti: È stato difficile perché i cristiani stanno perdendo le chiese che hanno usato per anni per i loro culti. È stata dura perché il governo ha arrestato o intimidito molti leader cristiani.

Anche il panorama etnico-culturale del paese è complicato: Arabo contro etnico africano, musulmano contro cristiano. La secessione del Sud Sudan nel 2011 non ha risolto questi problemi. Questo è particolarmente vero per gli africani, dato che un numero significativo è cristiano e vive ancora nel Paese. Tutte le comunità cristiane in Sudan hanno paura di parlare della loro fede con i musulmani sudanesi, perché questo potrebbe essere interpretato come un “incoraggiamento all’apostasia dell’Islam”. Il livello di persecuzione che i convertiti e gli africani etnici devono affrontare è enorme. Ci sono stati arresti; molte chiese sono state demolite e altre sono sulla lista in attesa di demolizione; molti cristiani vengono attaccati indiscriminatamente in zone come i Monti Nuba, dove è in corso un conflitto tra forze governative e gruppi ribelli.

Per non essere scoperti, i convertiti spesso si astengono dall’impartire un’educazione cristiana ai propri figli perché questo potrebbe attirare l’attenzione del governo e dei responsabili delle comunità (poiché i bambini potrebbero inavvertitamente rivelare la fede dei loro genitori). Questa paura condiziona anche i funerali dove i cristiani di origine musulmana che muoiono sono spesso sepolti secondo i riti islamici nei cimiteri musulmani, anche se i cimiteri cristiani e musulmani sono separati.

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa in Sudan?

Porte Aperte/Open Doors rafforza i responsabili di Chiesa in Sudan per mezzo di collaborazioni con la chiesa locale nello svolgimento delle seguenti attività:  

  • Progetti di distribuzione di libri cristiani  
  • Formazione professionale  
  • Corsi su come ‘Resistere nella tempesta’  
  • Cure dei traumi  
  • Formazione teologica  
  • Progetti di sviluppo socio-economico  

Come il corpo di Cristo può pregare per il Sudan?

  • Pregate per i cristiani in Sudan, sono vittime di una forte oppressione e persecuzione. Pregate per la loro protezione e per l’opportunità di comunione con altri credenti. Pregate anche per i responsabili di Chiesa affinché resistano alla pressione cui sono sottoposti da parte degli estremisti islamici. 
  • Il sistema legislativo del Sudan è basato sulla sharia. Il governo effettua frequenti arresti, opera vessazioni ed espulsioni di cristiani. Pregate affinché il governo sudanese diventi più tollerante verso il cristianesimo e permetta libertà di culto. 
  • Il governo del Sudan è uno dei regimi più dispotici in Africa. Per favore pregate per l’opera di Dio nei cuori dei leader di governo sudanesi, affinché lo Spirito Santo li induca a portare la giustizia e la pace nel paese.