Terremoto in Myanmar: un’altra dura prova per i cristiani
Terremoto in Myanmar: un’altra dura prova per i cristiani

Oltre 1.000 morti è la stima delle vittime al momento in cui scriviamo (con almeno 2.400 feriti), anche se alcuni esperti azzardano che purtroppo il computo salirà a 10.000, per via dei dispersi e della difficoltà dei soccorsi.
Dal campo i partner locali di Porte Aperte ci mandano richieste di preghiera e di aiuto, oltre che immagini come il video che vedete, fatto all’interno di una chiesa nel centro del Myanmar.
Due scosse di terremoto consecutive di magnitudo 7.7 e 6.4, seguite poi da altre di assestamento, hanno colpito la regione centrale del Myanmar, intorno alle ore 12:50 locali (le 7:20 in Italia), con epicentro nei pressi della città di Sagaing, ma il sisma si è avvertito in gran parte del Sud-Est Asiatico: dalla Thailandia alla Cina (con crolli di case nel sud), da Bangkok al Laos, e persino in Vietnam e India.
Daw Sun (pseudonimo), vedova di un pastore locale, ci ha mandato foto della sua casa distrutta. Ma come lei sono tanti in quell’area. Daisy Htun (pseudonimo), una partner locale di Porte Aperte, ci ha riferito: “Le comunicazioni via rete fissa sono interrotte. L’edificio dei nostri partner che si occupano del lavoro tra i bambini è danneggiato, ma grazie a Dio non ci sono vittime. Anche una chiesa a Naypyitaw ha subito danni. Uno dei nostri corsi di formazione è terminato proprio poco prima che il terremoto colpisse l’area. I nostri partner che vivono in condomini sono evacuati per sicurezza. Vi chiediamo di pregare per la sicurezza della popolazione, già provata dalla guerra, che ora si trova ad affrontare questa catastrofe”.


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