Periodo preso in esame:

1 novembre 2016
31 ottobre 2017

Posizione nella WWL:

WWL 2018
Punti 70 / Posizione: 17
WWL 2017
Punti 65 / Posizione: 21
WWL 2016
Punti 64 / Posizione: 22

Dati Generali

Leader: Abdel Fattah al-Sisi
Popolazione: 95.215.000
Cristiani: 9.521.500
Religione Principle: Islam
Governo: Repubblica

Da dove viene la persecuzione

I cristiani in Egitto sono una piccola minoranza, poiché quasi il 90% della popolazione aderisce all’islam. In Egitto, il pregiudizio contro i cristiani ha una lunga storia, dall’arrivo dell’islam nella regione essi sono stati trattati come cittadini di seconda classe. Questa esclusione sociale e marginalizzazione sono peggiorate nel corso del ventesimo secolo, cioè da quando gruppi di fanatici islamici sono diventati attivi nel paese. L’influenza di questi gruppi ha aggravato la persecuzione giornaliera che prende di mira i cristiani nei loro villaggi, nei loro quartieri e nei posti di lavoro. Da quando nel luglio 2013 il presidente islamico Mohammed Morsi è stato estromesso dall’esercito, gli attacchi contro i cristiani da parte dei gruppi di fanatici islamici sono diventati ancora più violenti, perché vengono accusati di aver appoggiato la sua rimozione. In particolare, il gruppo affiliato allo Stato Islamico ha giurato di intraprendere una guerra contro i cristiani e ha organizzato atti violenti contro di loro in varie parti del paese. Alla persecuzione dei cristiani contribuiscono i gruppi islamici fanatici, la società in generale, la scarsa considerazione che lo stato egiziano ha verso i diritti fondamentali come la libertà di religione, nonché la diffusa corruzione nel paese.

Qual è l’impatto sui cristiani?

I cristiani egiziani soffrono la persecuzione in vari modi. Gli ex-musulmani convertiti al cristianesimo hanno grandi difficoltà a vivere la loro fede perché soggetti, da parte della loro cerchia famigliare sia ristretta che estesa, a una forte pressione per tornare all’Islam. Lo stato rende pressoché impossibile per loro l’ottenimento di un riconoscimento ufficiale della loro conversione. Cristiani di qualsiasi denominazione affrontano difficoltà nel costruire o trovare un luogo di culto. Le difficoltà provengono dalle regolamentazioni statali e dalle restrizioni amministrative, nonché da una ostilità e violenza comune che occasionalmente prende di mira i luoghi di culto cristiani. I cristiani si trovano ad affrontare quotidianamente discriminazioni ed abusi; in particolare le donne cristiane ne sono vittime nei luoghi di lavoro e nei luoghi pubblici. L’insegnamento degli imam fanatici che incita all’ostilità e alla violenza contro i cristiani, aggiunge ulteriore sofferenza ai cristiani poiché spesso vengono descritti con termini molto negativi, tutto questo causa traumi di natura psicologica specialmente nei bambini. Inoltre, nel periodo preso in esame, molti attacchi violenti hanno preso di mira i cristiani causando fra loro morti e feriti.

Esempi

  • Il 19 luglio 2017, un soldato cristiano egiziano fu picchiato a morte presso l’unità delle forze speciali di Al-Salaam. I rapporti indicano che è stato ucciso perché non rispettò l’ordine del suo capitano di rimuovere i tatuaggi religiosi (N.d.T. consuetudine in uso fra i cristiani egiziani copti di tatuarsi una croce nella parte interna del polso).
  • Più di 1600 cristiani copti vivono nel villaggio di Kom El-Loufy a Minya. Per 5 anni non hanno potuto riaprire la loro chiesa o costruirne una nuova, a causa dell’ostilità feroce da parte dei musulmani locali, e del rifiuto da parte delle autorità di concedere la licenza necessaria. Molte case appartenenti a cristiani sono state bruciate perché sospettate di essere usate come luoghi di culto dai cristiani.
  • Il 25 maggio 2017, 30 cristiani (o forse 35 secondo qualche rapporto) sono stati uccisi e 28 sono stati feriti da uomini armati mentre viaggiavano verso un monastero. Gli uomini armati tentarono di obbligare le loro vittime a convertirsi all’islam prima di aprire il fuoco.
  • 45 persone morirono e 100 furono ferite nel corso di due attacchi suicidi contro chiese nelle città di Tanta e Alessandria il 9 aprile 2017 (Domenica delle Palme). Il gruppo affiliato allo Stato Islamico ha rivendicato la propria responsabilità.

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa in Egitto

Porte Aperte/Open Doors rafforza la Chiesa in Egitto per mezzo di collaborazioni con la chiesa locale e altri ministeri nello svolgimento delle seguenti attività:

  • Ministero per famiglie
  • Ministero per giovani
  • Istruzione
  • Corsi di alfabetizzazione
  • Patrocinio
  • Assistenza medica
  • Assistenza per vedove
  • Formazione professionale per donne

Come il corpo di Cristo può pregare per l’Egitto

  • Pregate per i cristiani ex-musulmani che vengono espulsi dalle loro famiglie per avere lasciato l’islam. Pregate il Signore affinché provveda alle loro necessità e conforto.
  • Pregate il Signore affinché persino i leader dei gruppi islamisti giungano alla conoscenza di Cristo e si adoperino per i Suoi scopi.
  • Pregate per i cristiani che sono stati offesi sui social, in politica e in ambito legale, affinché affidino a Dio la loro condizione.