Lo scorso febbraio, ufficiali della polizia antiterrorismo hanno fatto irruzione in due chiese Battiste della città di Taraz, in Kazakistan, emettendo sanzioni e intimando di procedere a punizioni più severe se le riunioni dovessero continuare senza il permesso dello Stato.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di informazione Forum 18, dopo aver contattato telefonicamente il dipartimento antiterrorismo della polizia regionale di Zhambly (regione in cui si trova la città di Taraz) e posto domande riguardo la ragione di tale trattamento, un funzionario ha chiuso il telefono e bloccato la linea telefonica senza dare alcuna risposta.

Anche il capo del Dipartimento degli Affari Religiosi di Taraz è stato contattato senza successo. I suoi funzionari, avrebbe dichiarato, non erano coinvolti nei raid alle due chiese.

Ciò che rende ancora più nebulosa la comprensione di quanto avvenuto è il fatto che il 25 febbraio, solo 4 giorni dopo l’insediamento di Balgabek Myrzayev come responsabile del Comitato per l’Armonia Sociale a cui era posta la gestione delle questioni religiose del paese, tale responsabilità sia stata trasferita al Ministero dell’Informazione e dello Sviluppo Sociale.

Le incursioni in luoghi di culto in cui il governo sostiene esso non sia permesso sono sempre più frequenti in KazakistanSolo nel 2018 sono stati avviati almeno 7 casi amministrativi per punire chi abbia tenuto o partecipato a funzioni religiose cristiane illegali.

Con il paese alla 34° posizione della World Watch List 2019 e un crescente controllo della società da parte del governo, sono i cristiani kazaki, soprattutto se ex-musulmani, a dover sopportare il peso maggiore della persecuzione proveniente dallo stato, dalla famiglia, dagli amici e dalla comunità.