Nella World Watch List del 2019 il Tagikistan si è posizionato al ventinovesimo posto. La persecuzione dei cristiani in questo Paese proviene principalmente dall’operato dei funzionari governativi che, in nome del governo centrale, cercano di far applicare le leggi molto restrittive sulla libertà religiosa da parte di autorità locali e polizia. Essi fanno delle irruzioni nelle chiese, arrestano i cristiani e confiscano la letteratura cristiana. Un’altra fonte di persecuzione è la famiglia allargata (famiglia, amici, vicini e imam locali), che si oppone ai cristiani che si mostrano desiderosi di condividere l’Evangelo coi musulmani.

Il 10 aprile 2017 la polizia segreta tagika ha effettuato un’irruzione nella città di Khujand. I poliziotti hanno arrestato il pastore Bahrom, mentre altri membri della sua chiesa sono stati interrogati e picchiati. Inoltre nella stessa occasione sono stati confiscati i libri di canti della chiesa a causa del loro “contenuto estremista”.

Molti falsi testimoni sono stati chiamati a testimoniare davanti al tribunale. Il pastore è stato condannato a 3 anni di prigione per “estremismo”, e la sua richiesta di appello è stata respinta. Bahrom sta quindi scontando la sua pena in isolamento nella prigione di Jawan, a 350 dalla sua città.

Un anno fa Bahrom è riuscito a farci pervenire un messaggio attraverso sua moglie: “Non preoccupatevi per me. Continuate a pregare per me e per la mia famiglia. Sapevo che seguire Gesù e servirlo avrebbe potuto comportare un prezzo per me; questo è ciò che mi è richiesto. Sono pronto. Vi ringrazio, fratelli e sorelle, perché pregate per me e mi sostenete”.

Il pastore e sua moglie Gulnora (nella foto) hanno 3 figli: due ragazzi di 22 e 20 anni e una ragazza di 15.

Recentemente, alcuni membri della chiesa hanno potuto portare al pastore dei regalini e del cibo in prigione, senza però poter parlare con lui. Ma sembra che egli stia bene, tenuto conto delle circostanze.

Inoltre alcuni membri della chiesa di Bahrom hanno intentato un processo per recuperare un terreno che appartiene ufficialmente alla chiesa. In precedenza ci sono stati altri 2 processi simili che la chiesa ha vinto, ma questo terzo processo ha rimesso l’intera comunità sotto pressione.