Periodo preso in esame:

1 novembre 2016
31 ottobre 2017

Posizione nella WWL:

WWL 2018
Punti 73 / Posizione: 16
WWL 2017
Punti 71 / Posizione: 16
WWL 2016
Punti 70 / Posizione: 15

Dati Generali

Leader: Shavkat Mirziyoyev
Popolazione: 30.691.000
Cristiani: 350.000
Religione Principle: Islam
Governo: Repubblica presidenziale

Da dove viene la persecuzione

In Uzbekistan, i cristiani devono fare i conti con due fonti principali di persecuzione: lo stato e il contesto musulmano. La persecuzione ad opera dello stato si manifesta attraverso la polizia, i servizi segreti e le mahalla (autorità locali) che monitorano le attività religiose con vari mezzi (microspie nelle case, intercettazioni telefoniche, gruppi di infiltrati, ecc.) e frequentando i culti in chiesa. Le autorità statali colpiscono regolarmente le chiese non registrate. La cultura islamica assai diffusa rende la vita difficile a chi si converte al cristianesimo.

Qual è l’impatto sui cristiani?

Ogni comunità cristiana sperimenta qualche forma di persecuzione. Le chiese di rito Russo Ortodosso generalmente sono quelle che hanno meno problemi dallo stato perché non sono solite avere contatti con la popolazione uzbeca. Sono i cristiani autoctoni di origine musulmana quelli che devono sopportare il peso maggiore della persecuzione sia da parte dello stato sia dalla propria famiglia, dagli amici e dalla comunità. Se le chiese non sono state registrate, i cristiani sono sistematicamente depredati, minacciati, arrestati e multati dalle forze di polizia.

Il presidente islamico Karimov è morto il 2 settembre 2016 e a lui è succeduto Shavkat Mirziyaev, fautore di una linea politica rigida. Per i cristiani non è cambiato nulla: le irruzioni nelle case dove si riuniscono i gruppi di preghiera, la confisca di libri e altro materiale cristiano, gli interrogatori e la detenzione dei credenti non si sono minimamente fermati. I cristiani ex- musulmani continuano a sperimentare pressioni e violenza da parte di famigliari, amici e dall’intera comunità locale.

Esempi

  • Il governo uzbeco dispone di un dipartimento speciale che monitora le attività religiose e ne censura le pubblicazioni.
  • E’ difficile registrare nuove chiese e le norme per la registrazione delle comunità religiose già esistenti diventano sempre più difficoltose.
  • Il 24 marzo 2017 alcuni agenti governativi hanno fatto irruzione in un appartamento a Tashkent in cui cinque donne protestanti s’incontravano per condividere la loro fede cristiana. Libri, computer e una video camera sono stati confiscati. Nell’aprile 2017, la leader del gruppo è stata multata dal tribunale penale distrettuale con una somma pari a cinque volte uno stipendio mensile per “aver organizzato un’attività religiosa non autorizzata”. Secondo fonti locali, l’informatrice sembra essere stata una delle donne presenti.

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa in Asia Centrale

Porte Aperte/Open Doors fornisce soccorso immediato ai cristiani in Asia Centrale quando si trovano in prigione, allontanati dalle famiglie, privati di mezzi di sussistenza e del lavoro a causa della loro fede in Cristo. Fortifichiamo la chiesa perseguitata in Asia Centrale anche per mezzo di:

  • Distribuzione di Bibbie e libri cristiani
  • Sostegno in preghiera
  • Formazione biblica
  • Formazione per giovani e bambini
  • Ministero per donne
  • Formazione di preparazione alla persecuzione (Resistere nella tempesta/SSTS)
  • Ministero di presenza
  • Progetti per produrre un reddito
  • Ministero di soccorso
  • Formazione professionale

Come il corpo di Cristo può pregare per l’Uzbekistan

  • L’Uzbekistan è governato da una delle più dure dittature dell’Asia Centrale, disposte a tutto pur di mantenere il loro potere. Ogni modalità di opposizione e deviazione dalla norma viene aggredita. Il cristianesimo è una di queste. Pregate affinché ci sia un cambiamento di atteggiamento in Uzbekistan nei confronti del cristianesimo.
  • Pregate per gli evangelici, battisti e pentecostali che sono minacciati, multati, arrestati. Nessuna attività al di fuori delle istituzioni gestite e controllate dallo stato è ammessa.
  • Pregate per i cristiani ex-musulmani spesso sequestrati dalle loro stesse famiglie musulmane allo scopo di obbligarli a rinunciare alla loro nuova fede. Pregate in particolare per le donne cristiane spesso obbligate a sposarsi contro la loro volontà.